giovedì 14 maggio 2009

Ma gli uccelli cantano davvero? Saggio su Rousseau e la musica

di Alessandro Arbo
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Illuminismo musicale
Maestro - Dunque dimmi, per favore: non ti sembra che, come l'usignolo, così tutti coloro che cantano bene siano condotti da una certa sensibilità (...)?

Alunno - Li considero molto simili.

Maestro - E dunque coloro che li ascoltano volentieri senza avere questa scienza non sono forse da paragonare alle bestie? Vediamo elefanti, orsi e alcune specie di animali che si muovono secondo il canto e gli stessi uccelli che si dilettano delle proprie voci (non lo farebbero infatti con tanto impegno e senza un'intenzione interessata, se non provassero qualche piacere).

Agostino, De musica, I 4, 5

Riportando la differenza tra l'uomo e l'animale all'uso della parola, l'inizio dell'Essai sur l'origine des langues annuncia una importante novità rispetto alla ricostruzione congetturale formulata nel secondo Discours (1754): il linguaggio non è il frutto dei progressi di una socialità naturale bensì, al contrario, marca una discontinuità nell'ordine della natura. Sciogliendo le incertezze di un ragionamento che lo aveva interpretato come il risultato di fattori esterni, Rousseau lo riconosce come la prima istituzione sociale, corrispondente a un atto libero che, appunto, distingue l'uomo dall'animale (cfr. Bora 1989: 13).

La tesi dà il via a una lunga catena di contrapposizioni subordinate al compito di tratteggiare una sottile quanto precaria linea di confine. A questo compito si riconduce anche una visibile tendenza ad abbassare il modo di comunicare degli animali, cioè a smentire l'opinione che suggerisce di interpretarlo come l'embrione del linguaggio. A maggior ragione questo discrimine viene fatto valere nel considerare la sua forma di espressione originaria e una delle osservazioni più caratteristiche a questo proposito si legge nel capitolo XVI: «gli uccelli fischiano, l'uomo soltanto canta».

A prima vista si tratta soltanto di una precisazione terminologica, destinata a rettificare un modo di dire desunto dal parlare comune; ma l'affermazione - che tocca una nozione cardinale dell'apparato argomentativo rousseauiano - corrisponde al disegno di una precisa strategia. Nel metterne in luce le ragioni e le conseguenze, sarà opportuno risalire all'impostazione del tema delle origini del linguaggio.

Il saggio è apparso in «Rivista di estetica», 8 (2/ 1998), XXXVIII, pp. 113-126.
illuminismo nella musica
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