lunedì 29 giugno 2009

Educazione musicale e Formazione, convegno del Saggiatore Musicale

Educazione musicale e Formazione, Giuseppina La Face Bianconi e Franco Frabboni (a cura di), Franco Angeli, Milano 2008, 511 p., 28 €

Come si fa a trasferire le conoscenze acquisite durante la formazione universitaria a un gruppo di giovani discenti nel sistema scolastico italiano? Un tale interrogativo ha accompagnato la lettura del volume “Educazione musicale e Formazione”, che raccoglie gli atti del convegno omonimo, svoltosi a Bologna dal 12 al 14 maggio 2005.

Concepito dai curatori come un «dialogo multidisciplinare tra musicologi, etnomusicologi, pedagogisti e pedagogisti della musica, esperti di didattica, psicologi, antropologi e musicisti», esso è costituito da cinque parti, che rispecchiano le diverse sessioni del convegno; si prende avvio da un’attenta riflessione sulle funzioni formative dell’Educazione musicale per passare alla discussione di un suo statuto disciplinare.
La parte centrale ruota intorno al dialogo fra Educazione musicale e Scienze dell’educazione, Educazione musicale e interdisciplinarietà, ossia intorno all’interazione di aree del sapere “altre” con la cultura musicale. Rispetto alle diverse parti svolgono una funzione di cappello le tre relazioni introduttive: Il cammino dell'Educazione musicale: vicoli chiusi e strade maestre di Giuseppina La Face Bianconi, in cui è esposto con chiarezza il problema fin dall'incisivo titolo, Esce il neoanalfabetismo, entra la musica di Franco Frabboni, Modelli storico–culturali dell'Educazione musicale di Paolo Gozza. Per limpidezza espositiva e lucidità analitica è degno di nota l’intervento di Umberto Margiotta dal titolo Interdisciplinarità: un'idea di Università nel secolo XXI e quello di Raffaele Pozzi Il compositore come educatore. La prospettiva pedagogica nei musicisti del Novecento. Stimolante è infine la sezione a conclusione del volume, Metodologie e Didattica dell'Educazione musicale, che condensa i risultati di varie esperienze e laboratori sul campo assurgendo così ad exempla.

Se il potenziale formativo dell’Educazione musicale non ha ancora trovato modo per esprimersi compiutamente, questo testo rappresenta l’attuale sintesi attendibile di quanto fatto sinora, e costituisce nel contempo un'ottima rampa di lancio per le sfide del futuro.

Marida Rizzuti

Sono online gli atti del Convegno "La musica tra conoscere e fare" (Bologna 16-17 maggio 2008) a cura di Giuseppina La Face Bianconi e Paolo Damiani clicca qui per leggere un estratto [sul sito del Saggiatore Musicale]

Dentro la musica: Pestelli racconta l'Eroica

"Dentro la musica" è un duplice percorso multimediale per scoprire (o riscoprire) la Terza Sinfonia di Beethoven curato da Giorgio Pestelli, che da questo pomeriggio torna su Radio3 per un ciclo di puntate del celebre programma "dalle due alle tre" dedicato ad Haydn; se vi siete persi qualche puntata questo il link al podcast per ascoltarle on line.

Ma tornando all'Eroica: l'audio guida analizza i movimenti della sinfonia e la inquadra storicamente (per una durata di circa 80 minuti in formato audio mp3); la video guida avvicina alla lettura, semplificata e finalizzata all'ascolto, della partitura della sinfonia.

L'obiettivo è l'ascolto attivo: ascoltare con gli occhi seguendo la partitura, individuandone le linee melodiche, il ritmo, i momenti di ingresso dei vari strumenti.
Per l'ascolto guidato è necessario un semplice lettore audio/video (tipo winamp): su comune.torino.it tutte le istruzioni necessarie.

Altro progetto sono le lezioni di musica su Haydn e Mozart tenute da Pestelli all'Auditorium Parco della Musica di Roma, clicca qui per ascoltarle...

Leggi anche: progetto didattico Mi-To educational

sabato 27 giugno 2009

Maurizio Pollini un clavicembalo pieno di fantasia

Dopo 24 anni Maurizio Pollini è tornato a suonare Il clavicembalo ben temperato di Bach, sempre solo il primo libro di 24 preludi e fughe in tutte le tonalità maggiori e minori, quelle appunto ottenute dal cosiddetto temperamento cui Bach edificò un capolavoro didattico ed esecutivo. Tocca sempre reinventarlo al pianoforte, giacché la «tastiera» per cui fu pensato includeva oltre al cembalo anche l’organo. L’approccio di Pollini sembra oggi più libero che nell’85, fantasioso nella scelta dei tempi, flessibile nelle articolazioni interne: in una parola più cantabile.
Impresa ardua, che richiede enorme concentrazione all’interprete e al pubblico, il Clavicembalo bachiano non può essere restituito sempre al medesimo livello, qui decisamente alto con momenti folgoranti, come l’ascesi del Preludio in do diesis minore, con mezze tinte magiche, o con la prodigiosa differenziazione fra le voci nel Preludio in mi minore. In alcuni casi, come il Preludio in fa diesis maggiore, Bach suona stupendamente barocco, in altri pare di ascoltare Schumann che guarda a Bach, altrove balugina Chopin . Non tutte le fughe hanno la medesima chiarezza, ma il giorno dopo si vorrebbe riascoltare tutto da capo. Grandi feste, e, in quinta, l’abbraccio di Barenboim a Pollini.

Milano, Teatro La Scala
Giangiorgio Satragni

La Stampa, 25 giugno 2009, p. 42 Articolo originale

venerdì 26 giugno 2009

Letture critiche

Il gruppo SagGEM del Saggiatore Musicale ha inaugurato una nuova rubrica intitolata Letture critiche dove si trovano "brevi schede critiche su libri, articoli, convegni, giornate di studio — in primis ma non esclusivamente di argomento musicale — che possono interessare sia i docenti delle scuole sia gli studenti universitari (ma anche della secondaria di secondo grado)".

giovedì 25 giugno 2009

L'amarezza di Philip Gossett

Cari amici,
Vi scrivo perché sento infine la necessità di dire qualche cosa pubblicamente riguardo alla situazione con la Fondazione Rossini di Pesaro. Come voi sapete, dopo una collaborazione durata quasi 35 anni, all'inizio del 2006, quando stavo lavorando per loro come direttore dell'Edizione Critica delle Opere di Gioachino Rossini, la Fondazione Rossini mi ha licenziato. Dopo quasi un anno di inutili tentativi di trovare una soluzione (attraverso Casa Ricordi di Milano), ho firmato invece un contratto con Bärenreiter-Verlag di Kassel per pubblicare "Works of Gioachino Rossini", una serie di volumi che teoricamente comprende tutta la musica che non è apparsa sotto la mia direzione per la Fondazione Rossini.
Di questa serie, due volumi sono stati già pubblicati: Musica da camera senza pianoforte nel 2007 e Il barbiere di Siviglia nel 2008. Altri tre sono prossimi alla stampa: Petite Messe Solennelle (programmato per il 2009), Musica per Banda (anche questo programmato per il 2009), La cambiale di matrimonio (programmato per il 2010) e ci sono contratti per altri cinque volumi (e un accordo per altri dieci volumi dopo questi cinque). [Ne avevamo parlato a questo link]. Fin qui, tutto va bene.
La Fondazione ha la libertà assoluta di decidere di non lavorare più con me e io, come gli studiosi di tutto il mondo che hanno lavorato con essa in passato, ho la libertà assoluta di lavorare per un altro editore.

Ma la situazione di cui vorrei pubblicamente parlare attraverso i giornali e le riviste, ha da fare con la biblioteca della Fondazione. Come voi sapete, si tratta di un'istituzione pubblica finanziata dal comune di Pesaro e dallo stato italiano, il che dovrebbe voler dire che la biblioteca della Fondazione dev'essere pubblica, utilizzabile da tutti quelli che hanno necessità e competenze.
Se c'è un regolamento e le regole per l'utilizzazione della biblioteca sono applicabili a tutti gli utenti, queste devono essere chiare e specifiche, rese note e magari incluse sul sito web o comunque disponibili in modo scritto all'attenzione degli utenti. Ogni biblioteca in effetti deve avere la cosiddetta "carta dei servizi" che solitamente si uniforma al D.P.R. 5.7.95 n. 417 "Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali". 18 mesi fa ho fatto l'errore madornale di annunciare alla Fondazione di volermi recare a Pesaro per studiare tre manoscritti rossiniani che appartengono alla loro collezione, nel normale orario di apertura al pubblico. Sono andato, ma prima che potessi vedere i manoscritti mi hanno informato di aver mandato quattro manoscritti musicali di Rossini in "restauro."
Dovete sapere che la Fondazione possiede centinaia di manoscritti di Rossini, ma fra i quattro manoscritti che hanno deciso di mandare in "restauro" in quel momento erano compresi proprio i tre che ho chiesto di vedere. Hanno insistito nel dire che la cosa non aveva niente a che vedere con quanto successo tra me e la Fondazione, ma si deve essere proprio ingenui per crederci. Tuttavia, durante quella visita mi hanno fatto portare altri manoscritti da consultare presso la biblioteca, nel Palazzo Antaldi (i manoscritti si trovano attualmente nel cosìddetto "Tempietto" presso il Conservatorio) e mi hanno assicurato che in futuro avrei potuto consultare quei manoscritti che avrei voluto vedere. Questo è stato anche detto con chiarezza alla presenza degli avvocati a Roma durante un incontro lo scorso anno. A quel tempo hanno detto che non era necessario metterlo per iscritto, dal momento che è legge! Di questa situazione ho informato diversi fra voi già 18 mesi fa, dicendo che speravo che le cose potessero migliorare in futuro e che ritenevo che sarebbe stato meglio non scrivere niente in quel momento.

La settimana scorsa ho scritto di nuovo alla Fondazione (ma quando imparerò a non farlo!) per dire che avevo l'intenzione di recarmi a studiare in biblioteca nella giornata di ieri. Dato che nel sito web della Fondazione non è indicato l'orario della Biblioteca (almeno non era così indicato la settimana scorsa), ho chiesto una verifica dell'orario. Hanno ricevuto il messaggio e hanno risposto (avevo fatto un piccolo errore nell'orario ed ero contento di lavorare nelle corrette ore di apertura che mi hanno poi comunicato). Ma quando sono arrivato ieri, ho scoperto che adesso è necessario avere un permesso scritto per vedere un manoscritto: una nuova regola, di cui non c'era nessuna indicazione nel sito web alla fine della settimana scorsa e non c'era nessuna indicazione scritta nella biblioteca ieri e di cui non mi avevano informato neanche per e-mail. Certamente non era la regola 18 mesi fa. Quando la bibliotecaria ha tentato di contattare le due persone che avrebbero potuto dare il permesso (il Presidente Giovanelli e il Segretario Amati), entrambi erano fuori sede senza la possibilità di essere contattati. Difficile non credere che questa regola non scritta e questa assenza non siano state intenzionali per impedirmi di consultare i manoscritti che volevo vedere. Le povere ragazze che lavorano nella Biblioteca sono state gentili; mi hanno fatto vedere delle fotocopie e anche riproduzioni digitali (fatte abbastanza bene), ma per le mie verifiche era essenziale vedere i manoscritti. Apparentemente, la Fondazione vuole rendere questa consultazione impossibile per me (e debbo pensare anche per quegli studiosi che lavorano con me).

Mi sembra che un'istituzione pubblica non abbia il diritto di fare una cosa del genere, e forse si dovrebbe dire chiaramente al pubblico, al governo italiano e alla città di Pesaro che dovrebbero verificare la gestione di un'istituzione da essi finanziata e che impedisce la ricerca. Forse la collezione della Fondazione Rossini dovrebbe essere depositata interamente alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro, dove gli studiosi possono accedere normalmente senza esser coinvolti in una situazione politicamente difficile. O forse si potrebbe semplicemente chiedere che-come biblioteca pubblica-la Fondazione Rossini agisca come le altre biblioteche di tutto il mondo, dalla Library of Congress alla British Library, dalla Bibliothèque Nationale all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che hanno scritto i loro regolamenti con chiarezza e trasparenza ed aiutano gli studiosi, piuttosto che impedire loro di lavorare.

mercoledì 24 giugno 2009

Pio / Pao (Periodical Index Online & Periodicals Archive Online)

Sono disponibili on line le banche dati Pio (Periodical Index Online) & Pao (Periodicals Archive Online) che consentono la consultazione degli indici di 5800 riviste e il relativo testo degli articoli di circa 600 riviste (tratte da Pio);  vi si accede dai computer dell'Università o attraverso il proxy server unito, con username e password (studente o docente), qui le istruzioni per la configurazione.

Tra le migliaia di riviste disponibili in Pao, ci sono anche The Beethoven Newsletter e The Beethoven Journal.

Abbiamo poi saccheggiato il blog musikalischeinterpretation.blogspot.com che segnala un sito di partiture brahmsiane brahms-institut.de; segnaliamo inoltre lo splendido archivio di prime edizioni di musiche di Chopin cfeo.org.uk

B.S. 

martedì 23 giugno 2009

Note scordate, concorso musicale ANMIL - MIUR

L'ANMIL, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro, ha lanciato il 1° Concorso Nazionale per la composizione di un brano musicale “completo” che parli di donne, lavoro e infortuni intitolato “Note scordate” al fine di sensibilizzare più direttamente i giovani sul tragico fenomeno degli infortuni sul lavoro di cui rimangono vittime le donne e sulla necessità di garantire a queste ultime sia una maggior sicurezza in ambito lavorativo che una più valida tutela all’indomani di un infortunio.

L’iniziativa – Patrocinata dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e dal Ministero delle Pari Opportunità oltre che dal Comune di Roma - si avvarrà di una Giuria composta da esperti in grado di offrire un fondamentale nonché qualificato apporto nella scelta dei vincitori.

Per tutti i particolari ed il regolamento del Concorso si veda il sito www.anmil.it

I Premi verranno assegnati dalla Giuria nella serata finale che si svolgerà a marzo 2010 e si concretizzeranno in premi in denaro: al 1° classificato € 3.000 (tremila); al 2° classificato € 2.000 (duemila); al 3° classificato € 1.500 (mille e cinquecento); al Premio Testo migliore € 1.000 (mille); al Premio Personalità artistica € 500 (cinquecento); al Premio Pubblico Web una targa. Infine i brani finalisti saranno raccolti in una compilation che verrà prodotta e distribuita dall’ANMIL in collaborazione con un’importante casa discografica.

Nel corso dell’iniziativa potranno aggiungersi ulteriori premi speciali, anche eventualmente in danaro, che verranno comunicati in seguito.

lunedì 22 giugno 2009

Ancora cattiva musica

Nel breve scritto Simple question il musicista Erik Satie esprime la sua idea sulla cattiva musica:

"Che cosa preferite:
La musica o i Salumi?
Sembra una domanda da porre al momento dell'antipasto.
In molti luoghi l'eccellente e dolce silenzio è stato sostituito dalla cattiva musica. Alla maggioranza degli uomini sembra ben fatto ascoltare false cose belle, o stupidi ritornelli, confusamente sentimentali, mentre si beve un boccale di birra o si prova un paio di pantaloni; e questa maggioranza accetta di far finta di apprezzare il dovuto prodotto sonoro di bassi, contrabbassi e di altri zufolacci, mentre in realtà non si pensa a niente.
Uff! Tutto ciò è piuttosto penoso per un uomo della mia età; e io sono stufo di questa dufayelizzazione musicale.
Il rimedio? Tasse formidabili; terribili vessazioni; severe repressioni. Supplizi, perfino.
Si ha il diritto di imbruttire deliberatamente la nostra povera vita?
Guardate quegli editori senza rispetto umano, senza pudore; guardate gli arrangiamenti grotteschi con i quali essi rivestono le opere più pure, a loro affidate, che loro ornano con le loro sozzure. Prendete certi cataloghi di opere moderne, e le più delicate, e vedete cosa fanno subire a queste opere, gli sporchi individui.
Puah! Vergogna.
-Il commercio! direte voi.
-Gli affari! ridirete voi.
Uff! Tutto ciò è piuttosto penoso per un uomo della mia età; e io sono stufo di questo dufayelismo abietto, di questo mercantilismo putrido.
Che cosa preferite:
La Musica i Salumi?"

Satie si scaglia contro la musica commerciale e contro la "contaminazione sonora". Questo breve articolo, al quale si sommano altri passi altamente ironici (come i finti annunci promozionali di musica su misura e su ordinazione "Specialità di Marce funebri. Requiem, Messe arrangiate a ballabili. Musica seria resa gaia. I pezzi più difficili ridotti per un solo dito..."), è segno di una riflessione che lo porterà a comporre la musique d'ameublement: una musica da sentire senza ascoltare, che riempia gli imbarazzanti vuoti delle conversazioni mondane e che renda i rumori di una sala da pranzo o di una stanza meno molesti.
La citazione di Satie è tratta dal saggio di Toni Geraci Dalla mauvaise musique alla musique d'ameublement. Satie e l'estetica del consumismo (in Erik Satie e la Parigi del suo tempo a c. di Gianmario Borio e Mauro Casadei Turroni Monti, Lim ed., Lucca 2001) nel quale si approfondisce la questione di musica di consumo, cattiva musica e musica d'arredamento.

lp

Vedi anche l'opinione di Umberto Eco

giovedì 18 giugno 2009

Wiener Zeitung e altri periodici online (ANNO)

La Wiener Zeitung è un importante (e il più antico) giornale austriaco, il cui primo numero apparve l'8 agosto 1703 (ed è tuttora in commercio); grazie ad ANNO (AustriaN Newspapers Online), sono state digitalizzate e messe online molte annate della testata, a partire dal 1716.

Ovviamente su ANNO si può trovare molto di più che non la sola Wiener Zeitung, qui la lista completa dell'intera collezione. Come altri progetti analoghi (ad es. la digitalizzazione delle opere di Schubert di cui avevamo parlato qui) è destinato a espandersi di anno in anno.
BS

Franco Margola, Trittico per archi e altre composizioni

Franco MARGOLA, Trittico per archi; Arioso; Notturno e fuga; Sei madrigali per archi; Antiche musiche di virginalisti inglesi
Ensemble Respighi, direttore Federico Ferri

Partita per oboe e archi; Piccolo concerto per oboe e archi; Concerto per oboe e archi (incompiuto)
oboe, Paolo Grazia, Ensemble Respighi, direttore Federico Ferri

TACTUS TC / 901301 / DDD / 67:46

La riflessione sulle forme del passato, centrale nella poetica di Franco Margola, rappresenta il filo conduttore del programma confezionato per la presente incisione e l'elemento di primo piano delle letture in essa contenute. Particolare risalto vi assume, infatti, il rapporto tra arcaismo e modernità: il ricorso all'antico è posto costantemente in luce, la matrice barocca di profili e inflessioni appare rimarcata, a tratti insistita; rivelando l'intima modernità, a tratti sconvolgente, di un linguaggio che nel ripensamento, l'impiego spregiudicato delle proprie radici culturali trova la strada - l'unica strada percorribile - per instillarvi nuova linfa vitale, rigenerandole.
L'unico possibile limite di tale approccio risiede, a mio avviso, in certa sua tendenza all'unilateralità: l'elemento sensuale, il gusto talvolta esotico dell'invenzione melodica di Margola, non riescono il più delle volte, nella tersità slanciata e austera delle linee, a oltrepassare la condizione latente.

Luca Rossetto Casel


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martedì 16 giugno 2009

La musica del solstizio d'estate

In occasione della Festa Europea della Musica

36 ore di musica ininterrotta
dalle 14.30 di sabato 20 giugno alle 2.00 di lunedì 22 giugno
all’Educatorio della Provvidenza (c.so Trento 13)

40 concerti tematici e spettacoli musicali,
100 artisti, 300 brani musicali,
decine di brevi letture ispirate ai brani eseguiti

Ideazione e direzione artistica: Walter Baldasso e Enrico Giacovelli, col patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 1

FRA GLI EVENTI IN PROGRAMMA:
*un intero pomeriggio di raffinatezze cameristiche (Schubert, Brahms, Mendelssohn) * un tè musicale a base di Mozart, Bach, caffè e cioccolato * gli omaggi a Mendelssohn e Haydn per i 200 anni dalla loro nascita e morte * l’esecuzione integrale in forma semiscenica dei finali di Don Giovanni e Nozze di Figaro * un galà operistico sul tema della notte * due concerti-spettacolo sulle Stelle e sulla Luna * un’ora a tempo di valzer sui temi dell’estate e della notte * un’ora notturna di notturni d’autore affidati a giovani pianiste * l’esecuzione integrale della Petite Messe Solemnelle di Rossini * concerti offerti dai gruppi cameristici delle Orchestre della Rai e del Regio * un intero pomeriggio di musica en plein air * un omaggio di 1 ora alla musica del Sud del mondo * un recital di rarità slave dedicate alla notte * la rappresentazione del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e Mendelssohn * un’ora di ninna-nanne di ogni genere come auspicio per una felice notte e una felice estate

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti (*)

(*) Sono a pagamento, per chi voglia anche mangiare e non semplicemente ascoltare, la merenda musicale (sabato 20 h. 17.15, € 4) e la cena musicale (sabato 20 h. 19.45, € 15),

L’Educatorio della Provvidenza si trova nell’isola pedonale della Crocetta, nell’isolato compreso fra i corsi Trento, Govone e Arimondi. Ingressi principali: corso Trento 13, corso Govone 16/a, corso Arimondi 6/a

Principali mezzi pubblici: 5 * 10 * 12 * 15 * 16 * 33 * 42 * 58 * 64
Ampia possibilità di parcheggio nei controviali dei corsi Einaudi, Duca degli Abruzzi, Galileo Ferraris

Programma dettagliato e aggiornato in tempo reale:
oasitopos.eu
www.progettoedp.org

lunedì 15 giugno 2009

L'ascoltatore statico


Di seguito proponiamo un brano tratto dal capitolo dedicato alla staticità in Massa e potere (1960) di Elias Canetti.
Giustifica
"Ciò che conta più di tutto nei concerti è l'assenza di ogni disturbo. Ogni movimento è escluso, ogni rumore biasimato. Mentre la musica, che viene eseguita, vive per buona parte del proprio ritmo, non si deve avvertire nulla del suo effetto ritmico sugli uditori. Le reazioni affettive suscitate dalla musica in uno scambio continuo, sono del tipo più vario e intenso. Si esclude che esse non vengano precepite simultaneamnete da tutti. Vengono però a mancare le reazioni esterne. Gli uomini rimangono seduti immobili, come se riuscissero a non serntire nulla. Evidentemente, in tal caso, è stata necessaria una lunga educazione artistica alla staticità, educazione i cui risultati ci sono divenuti abituali. Osservando con spregiudicatezza nella nostra vita culturale ci sono pochi eventi così stupefacenti come il pubblico dei concerti. Gli uomini che subiscono la musica in modo naturale si comportano ben diversamente."
[Elias Canetti, Massa e potere, trad. di F. Jesi, Milano, Bompiani 1989, p. 44]


sabato 13 giugno 2009

Prove aperte: una scuola ospite dell'Orchestra Rai

Il progetto "Prove aperte" (di cui s'è da poco concluso il primo anno) prevede l'apertura delle prove dell'Orchestra Rai ad alcune scuole selezionate: preceduta da un'introduzione dei contenuti musicali del concerto in esecuzione la mattina durante la prova generale, e dalla presentazione da parte di un musicista (nel video Antonio Bassi) dello strumento solista del giorno.

Il 27 febbraio scorso, in occasione del concerto diretto da Yutaka Sado, con Frank Peter Zimmermann, violino solista (in programma: Glinka, l'Ouverture di Ruslan e Ljudmila, Szymanowski, Concerto n. 1 op. 35 per vl. e orchestra, Stravinskij, Concerto in mi b. "Dumbarton Oaks", e Prokof’ev, Cinderella, Suite n. 1 op. 107, tratta dal balletto), abbiamo ospitato l'Istituto comprensivo di Boves (CN) che ha registrato questo breve video (tratto dal sito dell'Istituto); ecco allora il racconto per immagini di qualche momento della mattinata:

video

giovedì 11 giugno 2009

Referendum


Per andare all'opera, ormai non ci si abbiglia più come una volta... Qualche nostalgico potrebbe rimpiangere i tempi in cui non si poteva entrare in sala con la felpa e i jeans, e qualche progressista potrebbe rivendicare il valore delle nuove democratiche abitudini.
Se oggi ci si veste come capita, un tempo la discussione sull'abbigliamento da teatro poteva persino raggiungere le pagine dei giornali. Precisamente tra il maggio e il giugno del 1906 il giornale francese l'Écho de Paris organizzò un "referendum sur la question des chapeaux de théâtre". Il problema era di grande importanza. All'epoca le signore usavano costosi e complicati cappelli: un vero trionfo di piume, velluti e fiocchi. Copricapi così ricchi esigevano dimensioni considerevoli e, soprattutto, non potevano essere tolti con disinvoltura per poi essere rimessi: essi facevano tutt'uno con l'acconciatura.
Il problema di questi "grands chapeaux" era che ostacolavano la visuale agli spettatori. Il teatro infatti non era solo un luogo per vedere, ma soprattutto per essere visti e quindi un cappello importante poteva garantire l'attenzione.
Al cosiddetto "referendum" parteciparono migliaia di lettori e i risultati, riportati da vari giornali, furono i seguenti:
50319 voti per la soppressione completa dei cappelli
51767 voti per il "petit chapeau de théâtre"
1656 per lo statu quo
Considerati i risultati, alcuni direttori di teatro come Albert Carré (Opéra Comique) resero obbligatorio l'uso del "petit chapeau" all'inizio solo per le prime recite, in seguito per tutta la stagione.
Questo referendum forse non concerneva solo la moda, ma era un segno della progressiva trasformazione della sala da concerto da luogo di ritrovo sociale a luogo dedicato prevalentemente al godimento artistico. Una radicale conseguenza di questa conversione è probabilmente l'abitudine attuale di applaudire solo alla conclusione di un pezzo e di zittire chi si entusiasma tra un movimento e l'altro o alla conclusione di un'aria (argomento di cui questo blog si è più volte occupato).
LP


mercoledì 10 giugno 2009

Romualdo Marenco story

Luca Federico Garavaglia
Romualdo Marenco, la riscoperta di un pioniere

Ricerche biografiche di Gennaro Fusco
Milano, Excelsior 1881, 2008, pp. 280, € 24,50

L’opera di Luca Federico Garavaglia, pronipote di Romualdo Marenco (1841-1907), si legge tutta d’un fiato, come se la vita del compositore del Gran Ballo Excelsior (che debuttò alla Scala l’11 gennaio 1881, con la coreografia di Luigi Manzotti, e dà il nome alla casa editrice) fosse un romanzo.

Marenco, soprannominato “il Sousa d’Europa”, è stato autore non soltanto di moltissimi balletti, alcuni dei veri kolossal, considerabili precursori del musical, ma anche di opere, operette e di jingles pubblicitari. La sua avventura artistica va dall’arruolamento come secondo fagotto al Teatro Doria di Genova (1856) fino alla composizione del balletto Luce (1905); pare, sfogliando le pagine, di averlo sempre accanto.
Scritto con garbo e affetto, con competenza storica e musicale, senza mai scadere nell’agiografia, il testo è un sapiente mix di micro e macrostoria che dipana la vicenda di Marenco intrecciandola ai grandi fatti storici coevi: molto di più di una semplice biografia. Occhio attento alla critica dell’epoca, ricerche storiche e biografiche puntuali e circostanziate, meraviglioso apparato iconografico e fotografico (questo è anche un godibilissimo libro per immagini), grafica assolutamente cool.
Benedetta Saglietti


Giornale della Musica, n. 259, Maggio 2009, p. 25

Il Giornale della Musica propone l'abbonamento low cost anti-crisi

Napolitano e l'ultimo Mozart (podcast Radio3)

Ernesto Napolitano ha curato una radiotrasmissione dedicata all'ultimo anno della vita di Mozart; la prima puntata, che verte sulla grande varietà di composizioni del 1791 (l'anno meno produttivo della vicenda creativa del compositore) dopo la grande crisi dell'anno precedente, è disponibile in podcast sul sito di Radio3 (è necessario per ascoltare disporre di RealPlayer).

Composizioni di grande impegno, come il Flauto Magico, la Clemenza di Tito, il Requiem incompiuto, insieme a lavori di modestissima destinazione, ma soprattutto un insieme di pagine per le quali è difficile individuare una cifra unitaria. Come esempi di queste "separazioni", si ascolteranno esempi tratti dalla Fantasia in fa minore per organo meccanico K608 e dall'Adagio e Rondò con Glassharmonica K617.

Buon ascolto!

[link correlati altri podcast]

martedì 9 giugno 2009

Vivaldi, concerti per oboe e per due oboi

Vivaldi, Concerto per oboe in DO RV 450; Concerto per oboe in DO RV 447; Concerto per oboe in FaA RV 457; Concerto per oboe in Re RV 453

oboe, Paolo Grazia, Ensemble Respighi

Concerto per due oboi in la RV 536; Concerto per due oboi in DO RV 534; Concerto per due oboi in re RV 535

oboi
, Paolo Grazia e Roberto Valeriani, Ensemble Respighi

TACTUS TC 672248 / DDD / 58:39

Appaiono collocati tra la dimensione raccolta della musica da camera e quella più propriamente concertistica i lavori vivaldiani per uno e due oboi, archi e continuo raccolti in quest'incisione. La realizzazione a parti reali determina un intreccio strumentale di estreme trasparenza e reattività, sensibile al più lieve bilanciamento; il senso veneziano del colore vi trova espressione nel ricorso alle più minute sfumature della ricca tavolozza cromatica e dinamica messa, così, a disposizione.
Senza necessità di abbandonare, se non nella grazia garbata di cedimenti impercettibili, quasi mai il passo regolare, la linearità dell'incedere si apre a tratti in gesti teatrali, i piani sonori si aprono e si allargano in un repentino moltiplicarsi degli scorci prospettici nel quale si rivela, inatteso, l'abbattimento della profondità in un gioco di diffrazioni e rifrazioni vertiginoso, con gusto per la sorpresa autenticamente barocco.

Luca Rossetto Casel

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sabato 6 giugno 2009

"Deutschland, meine Muse" concerto del Duo Génot

Il Duo Génot (Massimiliano al pianoforte e la sorella Alessandra al violino) porta in concerto a Monaco musiche di compositori italiani che si sono formati nel solco della tradizione pianistica e cameristica tedesca.

La serata avrà luogo l'11 giugno alle ore 20 a München, Philharmonie im Gasteig, Kleiner Konzertsaal.

In programma:

Giuseppe Martucci (1856-1909)
Valzer op. 46 n. 2, Tarantella op. 44 n. 6, Notturno in Sol # min. op. 70 n. 1
(pf.)

Guido Alberto Fano (1875-1961) Intermezzo op. 6 n. 1 (pf.)

Leone Sinigaglia (1868-1944) Capriccio op. 24 n. 1, Staccato-Etude (pf.)

Sonata op. 44 - All. moderato, Adagio, Allegro con Spirito (vl. e pf.)

Guido Alberto Fano Gaieté douloureuse (vl. e pf.)

Johannes Brahms (1833-1897) Scherzo in Do min. WoO 2 (vl. e pf.)

Il concerto è patrocinato, tra l'altro, anche dall'Associazione per la Riscoperta del Patrimonio Musicale Piemontese (delle cui iniziative avevamo già scritto qui)

venerdì 5 giugno 2009

XIII Colloquio del Saggiatore Musicale

La data per l'inoltro delle proposte di free papers per il XIII Colloquio di musicologia del "Saggiatore musicale" che si terrà a Bologna dal 20-22 novembre 2009 è stata spostata dal 30 maggio al 10 giugno: clicca qui per maggiori informazioni [link esterno]

giovedì 4 giugno 2009

Ripensando alla cattiva musica

Alcuni giovedì fa abbiamo parlato dell’idea di cattiva musica in Thomas Mann e in Marcel Proust. In particolare soffermandoci sull’Éloge de la mauvaise musique del romanziere francese abbiamo cercato di definire il concetto sfuggente di cattiva musica. Per lo scrittore la cattiva musica sembra essere quella che è impregnata di quotidianità, di vitalità mentre la buona musica sarebbe pura astrazione; essa farebbe accedere l’ascoltatore alle alte sfere del pensiero, distraendolo dalla sua corporalità. Ma sarebbe possibile compilare un catalogo con tutta la musica un po’ unta e sudaticcia e un altro con quella eterea e spirituale? La questione è intricata.

Quando amorevolmente pianto in balcone le prime petunie dell'estate canticchiando per loro “Quanto è gentil”, la serenata del Don Pasquale diventa cattiva musica? E se ascolto la Sinfonia dal Nuovo Mondo mentre lavo i piatti? Cosa potrebbe accadere? La Nona di Dvorák, macchiata di quotidianità, cadrebbe di categoria?

La cattiva musica sembra avere la capacità di infiltrarsi nei luoghi più insospettabili. Andando in sala da concerto essa potrebbe infilarsi persino nelle orecchie della persona seduta accanto: basta che il vicino cominci a digitare messaggi su messaggi nel suo cellulare mentre assiste all'interpretazione.
Una barriera osmotica divide la buona dalla cattiva musica, è solo l’ascoltatore a fare la differenza. La buona musica sarà allora tutta quella che una persona ascolta senza fare altro che ascoltare? Sarebbe legittimo anche commuoversi? (Gershwin diceva che la musica è una scienza che commuove....)

Che ne pensate? Esiste una buona e una cattiva musica? Come si può fare per distinguerle? Come si può utilizzare un pezzo senza farlo diventare cattiva musica? Ci sono pezzi irredimibili?
Da parte mia proporrei che non venisse più interpretata "Nessun dorma" per almeno 5 anni: bandita dai concorsi, dalla televisione, dalle inaugurazioni, persino dai teatri d’opera.
Fateci pervenire le vostre proposte e i vostri commenti, li accoglieremo su questo blog.
lp
 
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