lunedì 22 giugno 2009

Ancora cattiva musica

Nel breve scritto Simple question il musicista Erik Satie esprime la sua idea sulla cattiva musica:

"Che cosa preferite:
La musica o i Salumi?
Sembra una domanda da porre al momento dell'antipasto.
In molti luoghi l'eccellente e dolce silenzio è stato sostituito dalla cattiva musica. Alla maggioranza degli uomini sembra ben fatto ascoltare false cose belle, o stupidi ritornelli, confusamente sentimentali, mentre si beve un boccale di birra o si prova un paio di pantaloni; e questa maggioranza accetta di far finta di apprezzare il dovuto prodotto sonoro di bassi, contrabbassi e di altri zufolacci, mentre in realtà non si pensa a niente.
Uff! Tutto ciò è piuttosto penoso per un uomo della mia età; e io sono stufo di questa dufayelizzazione musicale.
Il rimedio? Tasse formidabili; terribili vessazioni; severe repressioni. Supplizi, perfino.
Si ha il diritto di imbruttire deliberatamente la nostra povera vita?
Guardate quegli editori senza rispetto umano, senza pudore; guardate gli arrangiamenti grotteschi con i quali essi rivestono le opere più pure, a loro affidate, che loro ornano con le loro sozzure. Prendete certi cataloghi di opere moderne, e le più delicate, e vedete cosa fanno subire a queste opere, gli sporchi individui.
Puah! Vergogna.
-Il commercio! direte voi.
-Gli affari! ridirete voi.
Uff! Tutto ciò è piuttosto penoso per un uomo della mia età; e io sono stufo di questo dufayelismo abietto, di questo mercantilismo putrido.
Che cosa preferite:
La Musica i Salumi?"

Satie si scaglia contro la musica commerciale e contro la "contaminazione sonora". Questo breve articolo, al quale si sommano altri passi altamente ironici (come i finti annunci promozionali di musica su misura e su ordinazione "Specialità di Marce funebri. Requiem, Messe arrangiate a ballabili. Musica seria resa gaia. I pezzi più difficili ridotti per un solo dito..."), è segno di una riflessione che lo porterà a comporre la musique d'ameublement: una musica da sentire senza ascoltare, che riempia gli imbarazzanti vuoti delle conversazioni mondane e che renda i rumori di una sala da pranzo o di una stanza meno molesti.
La citazione di Satie è tratta dal saggio di Toni Geraci Dalla mauvaise musique alla musique d'ameublement. Satie e l'estetica del consumismo (in Erik Satie e la Parigi del suo tempo a c. di Gianmario Borio e Mauro Casadei Turroni Monti, Lim ed., Lucca 2001) nel quale si approfondisce la questione di musica di consumo, cattiva musica e musica d'arredamento.

lp

Vedi anche l'opinione di Umberto Eco
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