giovedì 4 giugno 2009

Ripensando alla cattiva musica

Alcuni giovedì fa abbiamo parlato dell’idea di cattiva musica in Thomas Mann e in Marcel Proust. In particolare soffermandoci sull’Éloge de la mauvaise musique del romanziere francese abbiamo cercato di definire il concetto sfuggente di cattiva musica. Per lo scrittore la cattiva musica sembra essere quella che è impregnata di quotidianità, di vitalità mentre la buona musica sarebbe pura astrazione; essa farebbe accedere l’ascoltatore alle alte sfere del pensiero, distraendolo dalla sua corporalità. Ma sarebbe possibile compilare un catalogo con tutta la musica un po’ unta e sudaticcia e un altro con quella eterea e spirituale? La questione è intricata.

Quando amorevolmente pianto in balcone le prime petunie dell'estate canticchiando per loro “Quanto è gentil”, la serenata del Don Pasquale diventa cattiva musica? E se ascolto la Sinfonia dal Nuovo Mondo mentre lavo i piatti? Cosa potrebbe accadere? La Nona di Dvorák, macchiata di quotidianità, cadrebbe di categoria?

La cattiva musica sembra avere la capacità di infiltrarsi nei luoghi più insospettabili. Andando in sala da concerto essa potrebbe infilarsi persino nelle orecchie della persona seduta accanto: basta che il vicino cominci a digitare messaggi su messaggi nel suo cellulare mentre assiste all'interpretazione.
Una barriera osmotica divide la buona dalla cattiva musica, è solo l’ascoltatore a fare la differenza. La buona musica sarà allora tutta quella che una persona ascolta senza fare altro che ascoltare? Sarebbe legittimo anche commuoversi? (Gershwin diceva che la musica è una scienza che commuove....)

Che ne pensate? Esiste una buona e una cattiva musica? Come si può fare per distinguerle? Come si può utilizzare un pezzo senza farlo diventare cattiva musica? Ci sono pezzi irredimibili?
Da parte mia proporrei che non venisse più interpretata "Nessun dorma" per almeno 5 anni: bandita dai concorsi, dalla televisione, dalle inaugurazioni, persino dai teatri d’opera.
Fateci pervenire le vostre proposte e i vostri commenti, li accoglieremo su questo blog.
lp
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