giovedì 31 dicembre 2009

Keep the ciaramella playing

Messina è una di quelle città miti che vivono il periodo natalizio con impaccio e una punta di imbarazzo. L'iconografia pubblicitaria impone tetti e strade scintillanti di neve e babbi natali dalla barba gelata; ma, nella città sullo stretto, le cose sono molto diverse. Qui, dalle piccole trombe delle acetoselle impietose, squilla giallo l'annuncio: "la temperatura è di almeno 15 gradi". Allora è inutile che le signore scendano in strada con le loro pellicce e si diano un contegno nordico: in Sicilia a Natale è quasi primavera.
Nonostante l'evidenza, il comune non si scoraggia: via dei Mille, via di negozi e di ritrovi, rimbomba giorno e notte con canti natalizi. L'anno scorso era percorsa da due simpatici ciaramellari che con i loro strumenti gonfi, pelosi e nasali riportavano in città le tradizioni di una volta, il ricordo dei campi e delle pecore. Ma in quei giorni i giornali si lamentarono; la Gazzetta del Sud, nell'articolo "Due ciaramellari e poco più," tuonava richiedendo un arredo musicale più consono. Ed ecco che quest'anno sui pali della luce vennero istallati dei piccoli (e candidi) altoparlanti dai quali si susseguono canzoncine in inglese che inneggiano alla neve.
Adesso va molto meglio: le feste di fine anno devono essere nevose, sdolcinate e superficiali. "Let it snow, let it snow, let it snow"


Lp

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