venerdì 8 gennaio 2010

Carpe diem! Istant cd, opera al cinema, archivi e mediashop: un’utopia?

Ha cominciato il Metropolitan di New York trasmettendo le opere della stagione 2007/2008 nei cinema di alcune città austriache; l’operazione aveva suscitato consensi, ma anche polemiche per il costo elevato del biglietto. Ora sembra diventata una (buona) abitudine: la Carmen alla Scala dello scorso dicembre è stata trasmessa in tutto il mondo e anche in diverse città italiane. Alcuni critici stranieri si sono entusiasmati: basta leggere l'articolo di Manuel Brug sulla Die Welt.

Nella foto Così fan tutte (Salzburg 2009).
Al Regio di Torino qualche anno fa, in occasione della recita di Pierino e il lupo di Prokof’ev (se n’era parlato sul Giornale della Musica n. 224), è stato prodotto da Elio e le Storie tese (Elio era la voce narrante) il primo istant cd di classica, consentendo al pubblico di acquistare a fine serata il cd dello spettacolo realizzato in tempo reale. Le difficoltà tecniche sono state superate, ma l'esperimento non è stato bissato.

Il desiderio di accorciare i tempi fra l’esecuzione in teatro e la voglia di un prodotto audio o video immediato di cui poter fruire in differita sembra esserci: ora viene da augurarsi che questa pratica, al pari del successo riscosso dalla proiezione nei cinema dell’opera, conosca un seguito nel prossimo futuro.  L'istant cd eviterebbe, tra l’altro, la registrazione illegale (bootleg), quasi l’unico sistema per conservare memoria del concerto in presa diretta (che tutti noi, una volta o l’altra, durante quel concerto memorabile - ricordi quella volta? Pollini non ha mai più suonato così! - siamo stati tentati di fare). Sembrano andare in questa direzione anche gli esperimenti di streaming video messi in pratica da molte istituzioni: uno dei migliori è la Medici Tv, per non parlare della spettacolare Digital Concert Hall dei Berliner (a pagamento), che hanno, tra l'altro, appena inaugurato anche un canale su You Tube.

Ben venga l’apertura di mediateche che decreta il superamento della consultazione elitaria: però la documentazione audio e video in possesso dei teatri potrebbe essere sfruttata meglio con la ristampa delle rarità: il sistema distributivo già esiste, gli spettatori fanno già acquisti prima o dopo gli spettacoli nel book/cd shop di teatri come La Scala, o presso le piccole bancarelle di vendita “artigianale” nel foyer.
La commercializzazione del materiale d’archivio, probabile motivo di interesse per chi all’epoca era presente, e ancor più per chi non c'era, rimetterebbe in circolazione le incisioni storiche. Chi si ricorda, ad esempio, di Karajan che, nell’ottobre del 1942 alla testa dell’Orchestra dell’EIAR, diresse “Haffner” &“Jupiter” di Mozart?
Benedetta Saglietti 
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