sabato 3 ottobre 2009

Quando m'en vo' soletta... pel centro commerciale!

Come si può portare l'opera in televisione? L'esperimento è stato più volte tentato, spesso con risvolti economici negativi. Si pensa talvolta che l'opera sia un evento da teatro chiuso, pensato per persone nostalgiche e anzianotte oppure per intellettuali snob e sfaccendati.
L’apparecchio televivo è lontano da questi personaggi: si trova in sala da pranzo, avvolto dai fumi dell'arrosto e incorniciata da bomboniere di carta pesta; sarebbe poco elegante trasmettere l'opera in questo contesto. Spesso si pensa che l'opera, mummificata nella sua tradizione non tanto lontana, debba rimanere fuori dalla vita quotidiana (sede della cattiva musica!).
In contrasto con tutti questi pregiudizi, i produttori della franco-tedesca ArteTV hanno scommesso sull'opera calata nella vita di tutti i giorni e trasmessa in televisione. L'anno scorso ArteTV ha girato una Traviata nella stazione di Zurigo, in mezzo ai passeggeri e ai curiosi. Qualche settimana fa questo canale -in collaborazione con le tv svizzere- ha mobilizzato più di 200 persone (cantanti, musicisti, comparse, tecnici, attori, ecc.), per mandare in diretta televisiva e streaming una versione della Bohème ambientata in diversi posti dei sobborghi di Berna. La soffitta di Rodolfo e compagni è diventata un appartamentino di periferia; il caffé Momus è stato trasferito dal quartiere latino al centro commerciale Westside; il finale si svolge alla fermata dell'autobus. I problemi tecnici sono stati importanti poiché per ogni quadro (ambientato ciascuno in un luoghi distanti tra di loro) dovevano spostarsi cameramen, addetti al suono, cantanti e comparse. L'orchestra suonava in una sede fissa, perciò la difficoltà risiedeva nel sovrapporre a tavolino le voci dei cantanti con i suoni degli strumenti. Tra uno spostamento e l'altro un gruppo di giornalisti intervistava il pubblico: le stesse domande erano poste sul blog, accessibile a chi seguiva l'evento in streaming. Anche i cantanti, in questi momenti di pausa, venivano coinvolti per anticipare eventi e commentare scene.
L’evento ha ottenuto un buon successo di pubblico ed è riuscito a coinvolgere emotivamente passanti e acquirenti del centro commerciale. Da molti punti di vista (come ad esempio da quello acustico) la realizzazione di un’opera all’aperto non è la soluzione ideale, tuttavia eventi del genere servono per vivacizzare il genere e per dimostrare che l’opera può ancora dialogare con il pubblico contemporaneo.

Per vedere l’opera e saperne di più clicca qui.
Un esperimento analogo commentato da questo blog.

LP
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