sabato 7 luglio 2012

I segreti di Sviatoslav Richter 1: "perché suono con pochissima luce?"


Non per mio piacere o per chissà quali misteriose ragioni, gli spettatori di solito così immaginano a seconda che siano bene o mal disposti nei miei confronti, ma per il pubblico stesso.

Noi viviamo in un'epoca visiva, e niente è più funesto per la musica. L'agitarsi delle dita, la mimica del volto (che non riflettono la musica ma il lavoro sulla musica e non aiutano in niente a coglierla in pieno), gli sguardi lanciati sulla sala e sugli spettatori sono tutte fonti di disturbo per la concentrazione del pubblico, che sviano l'immaginazione e si frappongono tra lui e la musica.

Bisogna che la musica arrivi pura e diretta.

Con i miei saluti più cordiali e con la speranza che l'oscurità favorisca il raccoglimento e non la sonnolenza!

Sviatoslav Richter


Programma di sala scritto per l'Unione Musicale di Torino, in occasione del concerto beethoveniano che si tenne mercoledì 5 ottobre 1994 all'Auditorium del Lingotto. 
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