sabato 27 dicembre 2008

Nascere musicali

Johannella Tafuri, Nascere Musicali presentazione di Graham Welch, pp. 240, € 18, collana Educazione Musicale EDT/SIEM (con cd), Torino 2007.

Johannella Tafuri, violinista e didatta, ha voluto verificare mediante una ricerca durata sei anni lo sviluppo musicale dei bambini in riferimento alla capacità di cantare intonati. Il target di studio (innovativo, perché molti sono invece i lavori che esplorano la musicalità dopo quest’età) va da sei mesi dopo il concepimento ai tre anni di vita, dal momento che l’orecchio nel feto comincia a funzionare intorno alla ventiquattresima settimana. Si è inteso dimostrare che ogni bambino possa imparare a cantare correttamente, a condizione che sia presente musica nell’ambiente in cui cresce. Lo staff della Tafuri ha offerto alle gestanti al sesto-settimo mese di gravidanza un programma musicale appositamente preparato (inCanto), osservando poi lo sviluppo musicale dei bambini. La prima parte del libro dà conto dello stato degli studi in materia e illustra nel vivo il progetto, i suoi procedimenti e i risultati. La seconda, dedicata ai presupposti teorici-metodologici che costituiscono la base di un programma educativo, delinea anche una serie di proposte concrete nate nell’ambito di questa sperimentazione. Utile supporto per la comprensione della ricerca è il cd allegato che fornisce la documentazione sonora del work in progress, registrazioni effettuate a partire dal raggiungimento dei due mesi di età. Il testo si rivolge agli educatori musicali, anche se l’Autrice non nasconde il desiderio che i suoi lettori possano essere i genitori; grazie allo stile piano con cui è scritto, sarebbe auspicabile che fossero proprio questi − ancor più che gli addetti ai lavori − a beneficiarne. Dimenticando lo stereotipo con cui ci si definisce “stonati/intonati”, il convincimento (quasi rivoluzionario) è che come si impara a camminare soltanto se sollecitati, sia possibile allo stesso modo sviluppare la capacità di cantare, innata in tutti gli esseri umani, dietro l’incoraggiamento degli adulti. La musica diventerebbe così un diritto; non troppo dissimile da quello di esprimersi, nutrirsi e muoversi.


Benedetta Saglietti

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