mercoledì 10 giugno 2009

Napolitano e l'ultimo Mozart (podcast Radio3)

Ernesto Napolitano ha curato una radiotrasmissione dedicata all'ultimo anno della vita di Mozart; la prima puntata, che verte sulla grande varietà di composizioni del 1791 (l'anno meno produttivo della vicenda creativa del compositore) dopo la grande crisi dell'anno precedente, è disponibile in podcast sul sito di Radio3 (è necessario per ascoltare disporre di RealPlayer).

Composizioni di grande impegno, come il Flauto Magico, la Clemenza di Tito, il Requiem incompiuto, insieme a lavori di modestissima destinazione, ma soprattutto un insieme di pagine per le quali è difficile individuare una cifra unitaria. Come esempi di queste "separazioni", si ascolteranno esempi tratti dalla Fantasia in fa minore per organo meccanico K608 e dall'Adagio e Rondò con Glassharmonica K617.

Buon ascolto!

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martedì 9 giugno 2009

Vivaldi, concerti per oboe e per due oboi

Vivaldi, Concerto per oboe in DO RV 450; Concerto per oboe in DO RV 447; Concerto per oboe in FaA RV 457; Concerto per oboe in Re RV 453

oboe, Paolo Grazia, Ensemble Respighi

Concerto per due oboi in la RV 536; Concerto per due oboi in DO RV 534; Concerto per due oboi in re RV 535

oboi
, Paolo Grazia e Roberto Valeriani, Ensemble Respighi

TACTUS TC 672248 / DDD / 58:39

Appaiono collocati tra la dimensione raccolta della musica da camera e quella più propriamente concertistica i lavori vivaldiani per uno e due oboi, archi e continuo raccolti in quest'incisione. La realizzazione a parti reali determina un intreccio strumentale di estreme trasparenza e reattività, sensibile al più lieve bilanciamento; il senso veneziano del colore vi trova espressione nel ricorso alle più minute sfumature della ricca tavolozza cromatica e dinamica messa, così, a disposizione.
Senza necessità di abbandonare, se non nella grazia garbata di cedimenti impercettibili, quasi mai il passo regolare, la linearità dell'incedere si apre a tratti in gesti teatrali, i piani sonori si aprono e si allargano in un repentino moltiplicarsi degli scorci prospettici nel quale si rivela, inatteso, l'abbattimento della profondità in un gioco di diffrazioni e rifrazioni vertiginoso, con gusto per la sorpresa autenticamente barocco.

Luca Rossetto Casel

Liberamente tratto da Rivista Musica clicca qui per abbonarti

sabato 6 giugno 2009

"Deutschland, meine Muse" concerto del Duo Génot

Il Duo Génot (Massimiliano al pianoforte e la sorella Alessandra al violino) porta in concerto a Monaco musiche di compositori italiani che si sono formati nel solco della tradizione pianistica e cameristica tedesca.

La serata avrà luogo l'11 giugno alle ore 20 a München, Philharmonie im Gasteig, Kleiner Konzertsaal.

In programma:

Giuseppe Martucci (1856-1909)
Valzer op. 46 n. 2, Tarantella op. 44 n. 6, Notturno in Sol # min. op. 70 n. 1
(pf.)

Guido Alberto Fano (1875-1961) Intermezzo op. 6 n. 1 (pf.)

Leone Sinigaglia (1868-1944) Capriccio op. 24 n. 1, Staccato-Etude (pf.)

Sonata op. 44 - All. moderato, Adagio, Allegro con Spirito (vl. e pf.)

Guido Alberto Fano Gaieté douloureuse (vl. e pf.)

Johannes Brahms (1833-1897) Scherzo in Do min. WoO 2 (vl. e pf.)

Il concerto è patrocinato, tra l'altro, anche dall'Associazione per la Riscoperta del Patrimonio Musicale Piemontese (delle cui iniziative avevamo già scritto qui)

venerdì 5 giugno 2009

XIII Colloquio del Saggiatore Musicale

La data per l'inoltro delle proposte di free papers per il XIII Colloquio di musicologia del "Saggiatore musicale" che si terrà a Bologna dal 20-22 novembre 2009 è stata spostata dal 30 maggio al 10 giugno: clicca qui per maggiori informazioni [link esterno]

giovedì 4 giugno 2009

Ripensando alla cattiva musica

Alcuni giovedì fa abbiamo parlato dell’idea di cattiva musica in Thomas Mann e in Marcel Proust. In particolare soffermandoci sull’Éloge de la mauvaise musique del romanziere francese abbiamo cercato di definire il concetto sfuggente di cattiva musica. Per lo scrittore la cattiva musica sembra essere quella che è impregnata di quotidianità, di vitalità mentre la buona musica sarebbe pura astrazione; essa farebbe accedere l’ascoltatore alle alte sfere del pensiero, distraendolo dalla sua corporalità. Ma sarebbe possibile compilare un catalogo con tutta la musica un po’ unta e sudaticcia e un altro con quella eterea e spirituale? La questione è intricata.

Quando amorevolmente pianto in balcone le prime petunie dell'estate canticchiando per loro “Quanto è gentil”, la serenata del Don Pasquale diventa cattiva musica? E se ascolto la Sinfonia dal Nuovo Mondo mentre lavo i piatti? Cosa potrebbe accadere? La Nona di Dvorák, macchiata di quotidianità, cadrebbe di categoria?

La cattiva musica sembra avere la capacità di infiltrarsi nei luoghi più insospettabili. Andando in sala da concerto essa potrebbe infilarsi persino nelle orecchie della persona seduta accanto: basta che il vicino cominci a digitare messaggi su messaggi nel suo cellulare mentre assiste all'interpretazione.
Una barriera osmotica divide la buona dalla cattiva musica, è solo l’ascoltatore a fare la differenza. La buona musica sarà allora tutta quella che una persona ascolta senza fare altro che ascoltare? Sarebbe legittimo anche commuoversi? (Gershwin diceva che la musica è una scienza che commuove....)

Che ne pensate? Esiste una buona e una cattiva musica? Come si può fare per distinguerle? Come si può utilizzare un pezzo senza farlo diventare cattiva musica? Ci sono pezzi irredimibili?
Da parte mia proporrei che non venisse più interpretata "Nessun dorma" per almeno 5 anni: bandita dai concorsi, dalla televisione, dalle inaugurazioni, persino dai teatri d’opera.
Fateci pervenire le vostre proposte e i vostri commenti, li accoglieremo su questo blog.
lp
 
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