venerdì 18 aprile 2008

Su You tube, a lezione da Rubinstein

Immaginate di vedere insegnare Gustav Leonhardt, Pablo Casals e Paul Tortelier, Andrés Segovia, James Galway, Herman Baumann, Alex Klein, Elisabeth Schwarzkopf e Luciano Pavarotti: si può, e anche con una certa facilità.
Se volete sbirciare come nasce un’interpretazione direttamente sul campo, su You Tube si scovano musicisti conosciuti solitamente come virtuosi (e meno come didatti), alle prese con gli studenti in lezioni aperte al pubblico.
I pianisti troveranno i consigli di Rubinstein (cercando nel motore di ricerca “Lessons with Rubinstein”), di Bolet (“Jorge Bolet Master Class”), di Maria Joao Pires (“Joao Pires gives piano masterclass”), di Emanuel Ax e di Barenboim. Per i violinisti ci sono le masterclasses di Igor Oistrakh, Jascha Heifetz, Maxim Vengerov e quelle esilaranti di Itzhak Perlman (scrivete di seguito al nome “I know I played every note”).
In versioni “casalinghe” o in veste ufficiale, a tu per tu con un allievo, o di fronte a una classe intera, ce n’è da accontentare tutti: gli appassionati si faranno un’idea di cosa significhi “fare” concretamente la musica e i musicisti trarranno altrettanto validi suggerimenti.
Quasi tutti i filmati sono in inglese (qualche eccezione in francese e tedesco, ma sottotitolati): la qualità audio/video è varia, così loro la durata, ma vale la pena di cercare. L’intero stuolo di insegnanti dell’Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid è disponibile su www.magistermusicae.com in inglese e spagnolo: una vera e propria full immersion musicale. Occorrono Explorer e Windows Media Player per la visualizzazione (ma non è disponibile per chi usa Firefox), le lezioni sono a pagamento per i privati (4 € all’ora) particolari facilitazioni esistono per le scuole.
Miniera di tesori, soprattutto audio, è il podcast www.dacapoalfine.it che nei suoi tre anni di vita ha raccolto interviste, profili di interpreti, schede su particolari strumenti, segnalazioni di eventi musicali (alla stregua dei forum). Vista la quantità di materiale che ospita il sito la navigazione è più comoda per categorie.

Benedetta Saglietti

Il Giornale della Musica, n. 247, aprile 2008, p. 40

mercoledì 16 aprile 2008

Una fantasia da scoprire

L'universo delle opere note di Johann Sebastian Bach è ancora in espansione, come ci conferma questa notizia dell'agenzia ANSA (pubblicata a seguito dell'annuncio dato dall'Università Martin Luther de Halle-Wittenberg).

(ANSA) - "BERLINO, 15 APRILE - Due ricercatori musicali trovano ad Halle una fantasia per organo finora sconosciuta del musicista Johann Sebastian Bach (1685-1750). Si tratta di una fantasia sul corale 'Wo Gott der Herr nicht bei uns haelt', della quale finora erano note solo cinque battute. La composizione appena ritrovata, della durata di circa 6 minuti, era in una trascrizione del direttore musicale del coro della chiesa luterana di San Tommaso a Lipsia, Wilhelm Rust (1822-1892) da lui realizzata nel 1877."

Nel 1858 Rust editò la prima opera completa di Bach, in 26 volumi. La biblioteca universitaria di Leipzig aveva acquisito qualche settimana fa parte della collezione di Rust in una casa di aste della città. Pochi giorni fa i musicologi Michael Pascholke e Stephan Blaut scoprirono il brano sconosciuto di Bach, mentre controllavano i documenti. La composizione è stata analizata esaustivamente dagli esperti Hans-Joachim Schulze e Peter Wollny dell'Archivio di Bach a Leipzig: l'Università di Halle ormai non ha alcun dubbio sull'autenticità del pezzo.

Negli anni diversi brani del compositore di Eisenach dati per perduti furono riscoperti. Forse uno dei ritrovamenti più strani avvenne nel 1879, quando fu scoperto un gran numero di manoscritti di Bach in una proprietà agricola tedesca: i manoscritti erano stati usati come riempimento dei tronchi di alberi da frutto! Ecco come veniva riportata la notizia nel New York Times: DISCOVERY OF MISSING MUSIC. Manuscript works of Bach found in an old trunk and used for padding fruit trees

Liana Püschel

sabato 12 aprile 2008

György Ligeti e il Concert Românesc

György Ligeti e il Concert Românesc alla Rai, a Torino

Per avere un'idea di quale fosse il clima di repressione culturale nell'Ungheria degli anni Cinquanta, basta raccontare la storia del Concert Românesc di György Ligeti. Questa partitura, scritta nel 1951, venne provata una sola volta a Budapest e poi vietata per via di alcuni passaggi nell'ultimo movimento ritenuti troppo modernisti. Probabilmente si trattava di quei momenti di pulviscolo sonoro in cui un fitto intrico di linee melodiche produce una sensazione di brulicare vorticoso con delle armonie molto dense, cromatiche. Tutto il contrario della chiarezza diatonica che allora si richiedeva ai compositori. Questa intuizione sonora, se insospettì la censura, non venne però dimenticata da Ligeti quando conquistò la libertà nel 1956 a seguito di una rocambolesca fuga (si era nascosto a bordo di un treno postale diretto verso l'Austria). Sarà infatti proprio con questo tipo di musica "micro-polifonica" e statica che conquisterà la fama in Europa nei primi anni Sessanta con composizioni come Apparitions, Atmosphères e Volumina.
Ma a parte alcuni passi sperimentali, il Concert Românesc è tutt'altro che statico, con i suoi temi popolari e i suoi quattro movimenti contrastanti che si alternano senza pause tra di loro. È uno di quei lavori che meglio testimoniano della prima fase creativa di Ligeti, quella legata alla lezione di Bartók e Kodály, alle ricerche di etnografia musicale sul campo. Una fase, però, anche di incubazione in cui maturarono nuove idee, avvisaglie di utopie sonore per ora irrealizzabili, ma di là da venire. La situazione di Ligeti era quella di un prigioniero che sa che al di fuori della sua cella stanno avvenendo cose nuove e importanti ma, non avendo accesso al mondo esterno, non può che dispiegare la sua immaginazione per cercare di ricreare quello a cui non ha accesso. Così si spiega anche il folgorante acume con cui Ligeti affrontò le questioni dell'avanguardia una volta arrivato in Germania e la compiutezza dei suoi primi lavori, pur così diversi da quanto avesse fino ad allora composto.
All'ascolto del Concert Românesc si avverte una certa insofferenza, che non è solo il segno di una sensibilità giovanile ma una voglia di prendere a strattonate il linguaggio musicale corrente, di spingerlo in direzioni nuove e sconosciute. E proibite. Una volta stroncato dalla censura, il Concert Românesc rimase chiuso in un cassetto finché non venne ripescato nel 1971. Oggi, questa brillante opera giovanile si sta guadagnando un posto nel repertorio ligetiano a fianco degli ultimi concerti per strumento, di cui possiede lo stesso gusto per il grottesco, per le deformazioni stralunate e sognanti.
Alberto Bosco, tratto da www.sistemamusica.it  

lunedì 7 aprile 2008

Laboratorio di musica antica - Musica vocale sacra del medioevo

ALIA MUSICA

Seminario Estate 2008 – dal 24 al 30 agosto
in collaborazione con il Comune di Fontevivo (PR)

I Mottetti latini del Codice di Bamberg

Sede: Fontevivo (PR), Ex Collegio Maria Luigia
Iscrizione: € 250
Tel. +39 521 255826 infocorsi@aliamusica.net

Il corso intende approfondire il repertorio di alcuni dei quarantaquattro mottetti latini contenuti nel codice di Bamberg (Bamberg, Staatl. Bibl. Ed. IV.6), un manoscritto pergamenaceo, di probabile compilatura parigina, che risale all’ultimo quarto del XIII. Oltre che per la ricchezza del suo materiale musicale, è particolarmente interessante dal punto di vista della notazione. Si tratta di una notazione estremamente omogenea, in quanto affidata ad un unico copista, che ha ancora tutte le caratteristiche della cosiddetta notazione modale ma con una serie di aggiornamenti che la rendono di più facile decifratura e ne consentono, oggi, la lettura diretta senza particolari difficoltà.

Il lavoro che verrà svolto sarà quello di arrivare all’esecuzione del repertorio tramite la lettura diretta della fonte originale, attività che si rivelerà particolarmente stimolante, oltre che fondamentale, ai fini di una esecuzione più consapevole.

Il corso è aperto a cantanti e strumentisti per i quali sarà possibile anche affrontare l’esecuzione dei sette brani strumentali che si trovano alla fine della sezione musicale del codice (ff. 62v-64v).


Direzione musicale: Claudia Caffagni

venerdì 4 aprile 2008

IV Corso di formazione sulla musica nel Medioevo

Problemi di classificazione

e metodi della bibliografia

Collazzone (Perugia)

4-7 luglio 2008

I Corsi di formazione sulla musica nel medioevo, di cui si presenta la quarta edizione, nascono dall’esigenza di valorizzare e condividere con un più ampio numero di studiosi l’esperienza di «Medioevo musicale», banca dati bibliografica e discografica realizzata in seno alla Sezione Musica della Fondazione Ezio Franceschini www.sismelfirenze.it, i cui aggiornamenti sono annualmente pubblicati in forma cartacea nell’omonimo repertorio periodico edito dalla SISMEL-Edizioni del Galluzzo www.sismel.it


Vogliono inoltre essere occasione di confronto scientifico tra studiosi di varia provenienza geografica e disciplinare, che si ritrovano per approfondire le principali tematiche della cultura musicale medievale in convegni, seminari, tavole rotonde, organizzati ogni due anni a conclusione della relativa edizione, di cui saranno pubblicati gli Atti presso la casa editrice fiorentina SISMEL – Edizioni del Galluzzo. L’edizione di due anni fa si è conclusa con il convegno internazionale «Deo è lo scrivano ch’el canto à ensegnato». Segni e simboli nella musica al tempo di Iacopone, di cui sono in preparazione gli Atti, organizzato con il patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VII centenario della morte di Iacopone da Todi. Quest’anno si intende invece proporre una tavola rotonda su un tema interdisciplinare di particolare interesse, ovvero sulle interrelazioni tra cultura musicale e cultura filosofica in età universitaria, quando si registrò un impulso al rinnovamento del sapere, dettato non da ultimo dall’ampliamento del corpus testuale filosofico attraverso le traduzioni dal greco e dall’arabo. La rivoluzione epistemologica che ne conseguì non mancò di toccare la musica e le discipline ad essa correlate. Quesito ancora aperto relativamente alle trasformazioni avvenute in questo periodo è quello che verte sulle modalità con cui il rapporto tra discipline scientifiche e arti produsse un’influenza sulla teoria musicale e sulla prassi compositiva dell’epoca. Su questi temi la tavola rotonda si soffermerà nell’intenzione di ricapitolare lo stato delle ricerche ed eventualmente identificare dei percorsi d’indagine prioritari.

  • I corsi si articolano secondo tre linee formative: le tecniche bibliografiche, l’impiego delle risorse informatiche, l’approfondimento dei temi corrispondenti alle diverse sezioni di «Medioevo musicale».
  • Alle prime due linee formative rispondono sia le lezioni e le esercitazioni, in cui si illustrano le caratteristiche della scheda bibliografica in relazione alle sezioni di «Medioevo musicale», sia l’immissione guidata dei dati, che permetterà di assimilare le nozioni metodologiche e di conoscere e padroneggiare il programma informatico. Il Corso del 2008 approfondirà inoltre alcune problematiche scientifiche collegate alla Parte Seconda di «Medioevo musicale» (Storia della tradizione – Filologia e ecdotica) e in particolare al tema dei metodi della filologia musicale, su cui verterà la lezione della prof.ssa Maria Caraci Vela (Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, con sede a Cremona).
  • Il corso è per 15 partecipanti e non prevede nessun costo d’iscrizione. Il vitto e l’alloggio sono a carico dell’organizzazione, mentre sono previsti rimborsi forfettari fino a 100,00 € per le sole spese di viaggio, previa presentazione di adeguata documentazione. Coloro che fossero interessati sono pregati di compilare debitamente il modulo d’iscrizione qui allegato e di inviarlo, insieme al proprio curriculum vitae con l’indicazione dei recapiti telefonici e di posta elettronica, al Presidente della Fondazione Ezio Franceschini, all’indirizzo indicato sotto. Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro e non oltre il 20 maggio 2008 (farà fede il timbro postale).

Recapiti:
Fondazione Ezio Franceschini, Certosa del Galluzzo 50124, Firenze
Tel 055-2049749 Fax 055 2320423, e-mail: mtucci.formazione@fefonlus.it
PROGRAMMA E MODULO DI ISCRIZIONE
 
Licenza Creative Commons
Questo blog di Benedetta Saglietti e Liana Puschel è sotto Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0

I materiali sono pubblicati a scopo di studio, critica e discussione, senza finalità commerciali, e saranno rimossi su richiesta del proprietario del copyright.

Any material on these pages is included as "fair use", for the purpose of study, review and critical analysis, and will be removed at the request of copyright owner.