mercoledì 8 luglio 2009

Strumenti musicali come patrimonio storico, congresso dell'International Council of Museums

Dal 6 al 9 settembre si terrà a Firenze il 50° congresso annuale del Comitato Internazionale dei Musei e Collezioni di Strumenti Musicali dell'International Council of Museums sul tema "Strumenti musicali come patrimonio storico: situazione e conservazione".

Il convegno, cui parteciperanno circa 150 delegati dai principali musei di tutto il mondo, è organizzato congiuntamente dal Dipartimento di Scienze delle Arti e dello Spettacolo dell'Università di Firenze, dal Dipartimento degli Strumenti Musicali della Galleria dell'Accademia di Firenze e dal Museo degli strumenti musicali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

martedì 7 luglio 2009

Mostra virtuale su Ernesto De Martino

E' online la mostra virtuale "Tra ragione e passione" che racconta della storica spedizione "per lo studio della vita culturale del mondo popolare lucano" iniziata nel 1952 dal famoso etnomusicologo Ernesto De Martino.
La mostra è stata realizzata grazie all'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICSBA), all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ed è stata curata da Rudi Assuntino e Grazia Tuzi.

lunedì 6 luglio 2009

Writings by Glenn Gould

Quando Glenn Gould smise di fare il pianista si dedicò a quella che - secondo la sua stessa provocatoria affermazione - era la sua attività preferita: scrivere.

Se avete visto i "32 piccoli film su Glenn Gould", il film di François Girard del 1993, ricorderete l'intervista Glenn Gould parla con Glenn Gould di Glenn Gould (si vede cliccando qui) il cui passo più sagace era questo:

g.g.: Well, Mr. Gould, I don't want to go back on my word. I realize that your participation in this interview was never contractually confirmed, but it was sealed with a handshake.

G.G.: Figuratively speaking, of course.

g.g.: Of course, and I had rather assumed that we'd spend the bulk of this interview on musically related matters.

G.G.: Well, do you think it's essential? I mean, my personal philosophy of interviewing -- and I've done quite a bit of it on the air, as you perhaps know -- is that the most illuminating disclosures derive from areas only indirectly related to the interviewee's line of work.

g.g.: For example?

G.G.: Well, for example, in the course of preparing radio documentaries, I've interviewed a theologian about technology, a surveyor about William James, an economist about pacifism and a housewife about acquisitiveness in the art market.

g.g.: But surely you've also interviewed musicians about music?

G.G.: Well, yes, I have, on occasion, in order to help put them at ease in front of the mike. But it's been far more instructive to talk with Pablo Casals, for example, about the concept of the Zeitgeist, which, of course, is not unrelated to music --

g.g.: Yes, I was just going to venture that comment.

G.G.: Or to Leopold Stokowski about the prospect for interplanetary travel, which is -- I think you'll agree, and Stanley Kubrick notwithstanding -- a bit of a digression.

E se avete letto il libro di Michael Schneider, Glenn Gould, piano solo (Einaudi 1991) ricorderete forse che viene citato l'Advice to a Graduation.

Confluiti nel 1984 in The Glenn Gould Reader, a cura di Tim Page, questi scritti sono ora disponibili nella versione originale sul sito collectionscanada.gc.ca

Read in English here (la traduzione in "inglese maccheronico" è fatta dal traduttore automatico di google; thanks to The Glenn Gould Foundation and Aristote).

B.S.

sabato 4 luglio 2009

Guido Salvetti, Le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms

Segnaliamo la premessa del libro:
Le sonate per pianoforte e violoncello di Johannes Brahms. Contesto, testo, interpretazione. Lim 2005, pp. 150

Frequentare assiduamente non sempre significa conoscere; quasi mai capire. Avviene con le persone. Può accadere anche per opere d'arte che ci sono care. Le due Sonate per violoncello e pianoforte di Brahms accompagnano la vita artistica di ogni violoncellista e di ogni pianista, e sono – o dovrebbero essere – patrimonio comune di chiunque ami la musica: eppure abbisognano, io credo, di particolari cure affinché la ricchezza dei loro contenuti non vada perduta con l'abitudine dell'esecuzione o dell'ascolto.
Le parole non possono sostituire neppure in piccola parte l'esperienza musicale. Ma possono ravvivarla e, nei casi migliori, esaltarla. Possono tentare di riportarci alla sorpresa con cui, la prima volta, i primi esecutori e i primi ascoltatori delle musiche di Brahms sentirono di inoltrarsi per nuove vie. Fu questa la prima impressione che ne ebbe Robert Schumann, forse proprio perché quel giovane non temeva di scrivere ancora Sonate e Lieder, rigenerandoli. Persino Richard Wagner rimase colpito da quello che di nuovo si poteva ancora fare con le antiche forme. Le parole possono quindi orientarci nel fitto intreccio dell'antico e del nuovo, della citazione e dell'illuminazione geniale; del semplice e del complesso.
Le parole possono condurci all'interno di forme così levigate, amabili, appassionanti: e farci scoprire che quelle superfici poggiano su impalcature solidamente costruite, che nulla lasciano al caso. In queste due Sonate l'arte di Brahms raggiunge infatti lo scopo di “nascondere se stessa”. Ma è pur sempre fonte d'emozione ripercorrere, anche se per sommi capi, il cammino con cui si è giunti a questo risultato.
Le parole possono avere, anche, una funzione destrutturante. Soprattutto nei confronti delle certezze. Se l'esperienza musicale è, come deve essere, un'esperienza viva, non può vivere di feticci immobili: si devono creare le condizioni affinché ciò che abbiamo sempre considerato sotto una certa luce, e a cui abbiamo attribuito sempre un solo significato, ci appaia come problematico; come bisognoso di nuove luci e di nuovi significati.


Continua su: sidm.it

mercoledì 1 luglio 2009

Cattive notizie dal mondo dello spettacolo

Le associazioni che riuniscono i produttori e gli esercenti di spettacolo (Agis, Anica, 100Autori) hanno emesso un duro comunicato di protesta contro la mancata approvazione di qualsiasi provvedimento anticrisi da parte del Governo Berlusconi e del suo Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, che è ora uno dei 3 coordinatori del neonato partito di maggioranza PdL (nella foto): "Il Consiglio dei Ministri si è rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fondo unico dello spettacolo (FUS), che avrebbe consentito una sopravvivenza minima delle attività culturali (teatro, cinema, danza, opera, musica, circhi e spettacoli viaggianti), pur restando l'investimento pubblico complessivo dell'Italia il più basso fra quelli dei Paesi sviluppati. Dall'inizio dell'anno sono stati adottati diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e creazione, cruciale in una società avanzata, ma persino il fondamentale rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200.000 lavoratori del settore. Di fronte a tale prova di ostentato disinteresse per la cultura e smentendo gli stessi membri del Governo, che delle politiche culturali sono i responsabili, di fronte alla perdita della credibilità da parte degli interlocutori istituzionali, il mondo delle attività culturali condurrà una campagna di denuncia e di mobilitazione per far conoscere la grave situazione e far valere le sue istanze".
 
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