sabato 5 settembre 2009

Aiutiamo le scuole d'Abruzzo

Accogliamo e volentieri pubblichiamo la sentita lettera di Maria Luigia Di Stefano, una corista "storica" del coro multietnico Mikrocosmos di Bologna di cui avevamo parlato in un precedente post.

Chiunque volesse aderire all'iniziativa è pregato di scriverci al nostro indirizzo email, vi forniremo maggiori informazioni.

iniziativa per l'Abruzzo L'Aquila
Cari coristi (e lettori),

So che la mia figura per quasi tutti voi è collegata con la Grecia e quasi nessuno è a conoscenza delle mie origini abruzzesi che, dopo il terremoto, si sono risvegliate in modo forte imponendomi il tentativo di un gesto etico e di empatia nei riguardi della popolazione che ha subito danni tanto gravi.

Il mio luogo d’origine è un paesino a 3 km da L’Aquila, a 5 da Onna, ad 1,5 da Fossa, nomi tristemente conosciuti per i disastri subiti. Gli abitanti di Valle – questo è il nome del mio paese – giovani e vecchi, bambini e ragazzi, i miei amici d’infanzia, vivono nelle tende. Qui non si è avuta la distruzione dei posti vicini ma le case non sono agibili e la rosea fiducia di rientrare presto va lasciando posto a triste disperazione e malessere interno.

Vivendo un po’ con loro mi sono resa conto che il disagio non è dovuto tanto alla mancanza di comodità – in Abruzzo l’acqua calda, il bagno in casa, i termosifoni, sono, spesso, conquista solo delle ultime generazioni – ma alla mancanza di un luogo intimo, sacro al cuore, in cui raccogliersi e sentirsi protetti. Il terremoto, tra le altre cose, ha reso pubblico tutto quello che esiste di privato, ha sbalzato agli occhi di tutti la nudità spirituale e materiale di ognuno. Se, da una parte, questa situazione ha fatto ritrovare un tessuto sociale di solidarietà umana, dall’altra impoverisce o provoca disagio nell’attuazione di certi uffici che sono indispensabili per la crescita dei cittadini.

Mi riferisco all’istruzione, alla scuola, come momento qualificante e formativo dei nostri ragazzi, di tutti i ragazzi. Dal giorno del terremoto gli scolari e gli studenti abruzzesi, oltre alle loro case ed, alcune volte, ai loro cari, sono stati privati anche della possibilità di continuare la loro istruzione, sono stati impediti nella loro crescita culturale; in questo momento si stanno preparando agli esami di maturità sotto tende, troppo calde o troppo fredde, troppo umide o asfissianti e con scarso materiale a disposizione.
L’equilibrio psicologico che essi tentano di mantenere è reso molto più precario ed instabile dalla situazione. La stessa cosa si può dire per i bambini che vivono solo in strada, su una panca o sotto la tenda e, per quanto la loro fantasia li aiuti molto nella sopravvivenza o nella mistificazione della realtà, tramite il gioco, resta il fatto che sono privi di una struttura dove potersi raccogliere, un’aula dove meditare senza infangarsi quando piove e senza bruciarsi quando il sole è inclemente.

Non solo, frequentando le tendopoli, stando a contatto giornaliero con loro, ho capito che non mancano solo le strutture inerenti allo spazio ma anche tutto quel materiale che caratterizza l’identità dello studente. Posso, quindi, rendermi utile in qualcosa: essendo questi ragazzi assolutamente sprovvisti di materiale scolastico, sto promovendo una raccolta di quaderni, compassi, pennarelli etc... da distribuire ai ragazzi delle tende a metà settembre con l’augurio di poter affrontare con un minimo di serenità l’impegno dello studio.

A chiarimento di questo scritto è doveroso dire che la mia è un’iniziativa assolutamente privata, nata da partecipazione personale, e pertanto non vengono richieste nè accettate somme di denaro. Il materiale sarà distribuito da me personalmente, con l’aiuto e collaborazione di amici abruzzesi, terremotati alcuni dei quali lavorano nelle strutture pubbliche. Fotografie ed altre prove di consegna saranno a disposizione di chi volesse accertarsi della serietà dell’iniziativa.

[...]

La proposta di raccogliere per bambini e ragazzi album da disegno, matite colorate, gomme ed altro materiale nasce da un onesto desiderio di far in modo che la scuola per loro, il prossimo settembre, possa riprendere con un pizzico di allegria colorata dato che, comunque, non saranno certo accolti da pareti in muratura ma ancora da tende blu o bianche.

Un grazie a tutti coloro che vorranno collaborare.

Maria Luigia Di Stefano

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