martedì 16 giugno 2009

La musica del solstizio d'estate

In occasione della Festa Europea della Musica

36 ore di musica ininterrotta
dalle 14.30 di sabato 20 giugno alle 2.00 di lunedì 22 giugno
all’Educatorio della Provvidenza (c.so Trento 13)

40 concerti tematici e spettacoli musicali,
100 artisti, 300 brani musicali,
decine di brevi letture ispirate ai brani eseguiti

Ideazione e direzione artistica: Walter Baldasso e Enrico Giacovelli, col patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 1

FRA GLI EVENTI IN PROGRAMMA:
*un intero pomeriggio di raffinatezze cameristiche (Schubert, Brahms, Mendelssohn) * un tè musicale a base di Mozart, Bach, caffè e cioccolato * gli omaggi a Mendelssohn e Haydn per i 200 anni dalla loro nascita e morte * l’esecuzione integrale in forma semiscenica dei finali di Don Giovanni e Nozze di Figaro * un galà operistico sul tema della notte * due concerti-spettacolo sulle Stelle e sulla Luna * un’ora a tempo di valzer sui temi dell’estate e della notte * un’ora notturna di notturni d’autore affidati a giovani pianiste * l’esecuzione integrale della Petite Messe Solemnelle di Rossini * concerti offerti dai gruppi cameristici delle Orchestre della Rai e del Regio * un intero pomeriggio di musica en plein air * un omaggio di 1 ora alla musica del Sud del mondo * un recital di rarità slave dedicate alla notte * la rappresentazione del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e Mendelssohn * un’ora di ninna-nanne di ogni genere come auspicio per una felice notte e una felice estate

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti (*)

(*) Sono a pagamento, per chi voglia anche mangiare e non semplicemente ascoltare, la merenda musicale (sabato 20 h. 17.15, € 4) e la cena musicale (sabato 20 h. 19.45, € 15),

L’Educatorio della Provvidenza si trova nell’isola pedonale della Crocetta, nell’isolato compreso fra i corsi Trento, Govone e Arimondi. Ingressi principali: corso Trento 13, corso Govone 16/a, corso Arimondi 6/a

Principali mezzi pubblici: 5 * 10 * 12 * 15 * 16 * 33 * 42 * 58 * 64
Ampia possibilità di parcheggio nei controviali dei corsi Einaudi, Duca degli Abruzzi, Galileo Ferraris

Programma dettagliato e aggiornato in tempo reale:
oasitopos.eu
www.progettoedp.org

lunedì 15 giugno 2009

L'ascoltatore statico


Di seguito proponiamo un brano tratto dal capitolo dedicato alla staticità in Massa e potere (1960) di Elias Canetti.
Giustifica
"Ciò che conta più di tutto nei concerti è l'assenza di ogni disturbo. Ogni movimento è escluso, ogni rumore biasimato. Mentre la musica, che viene eseguita, vive per buona parte del proprio ritmo, non si deve avvertire nulla del suo effetto ritmico sugli uditori. Le reazioni affettive suscitate dalla musica in uno scambio continuo, sono del tipo più vario e intenso. Si esclude che esse non vengano precepite simultaneamnete da tutti. Vengono però a mancare le reazioni esterne. Gli uomini rimangono seduti immobili, come se riuscissero a non serntire nulla. Evidentemente, in tal caso, è stata necessaria una lunga educazione artistica alla staticità, educazione i cui risultati ci sono divenuti abituali. Osservando con spregiudicatezza nella nostra vita culturale ci sono pochi eventi così stupefacenti come il pubblico dei concerti. Gli uomini che subiscono la musica in modo naturale si comportano ben diversamente."
[Elias Canetti, Massa e potere, trad. di F. Jesi, Milano, Bompiani 1989, p. 44]


sabato 13 giugno 2009

Prove aperte: una scuola ospite dell'Orchestra Rai

Il progetto "Prove aperte" (di cui s'è da poco concluso il primo anno) prevede l'apertura delle prove dell'Orchestra Rai ad alcune scuole selezionate: preceduta da un'introduzione dei contenuti musicali del concerto in esecuzione la mattina durante la prova generale, e dalla presentazione da parte di un musicista (nel video Antonio Bassi) dello strumento solista del giorno.

Il 27 febbraio scorso, in occasione del concerto diretto da Yutaka Sado, con Frank Peter Zimmermann, violino solista (in programma: Glinka, l'Ouverture di Ruslan e Ljudmila, Szymanowski, Concerto n. 1 op. 35 per vl. e orchestra, Stravinskij, Concerto in mi b. "Dumbarton Oaks", e Prokof’ev, Cinderella, Suite n. 1 op. 107, tratta dal balletto), abbiamo ospitato l'Istituto comprensivo di Boves (CN) che ha registrato questo breve video (tratto dal sito dell'Istituto); ecco allora il racconto per immagini di qualche momento della mattinata:


giovedì 11 giugno 2009

Referendum


Per andare all'opera, ormai non ci si abbiglia più come una volta... Qualche nostalgico potrebbe rimpiangere i tempi in cui non si poteva entrare in sala con la felpa e i jeans, e qualche progressista potrebbe rivendicare il valore delle nuove democratiche abitudini.
Se oggi ci si veste come capita, un tempo la discussione sull'abbigliamento da teatro poteva persino raggiungere le pagine dei giornali. Precisamente tra il maggio e il giugno del 1906 il giornale francese l'Écho de Paris organizzò un "referendum sur la question des chapeaux de théâtre". Il problema era di grande importanza. All'epoca le signore usavano costosi e complicati cappelli: un vero trionfo di piume, velluti e fiocchi. Copricapi così ricchi esigevano dimensioni considerevoli e, soprattutto, non potevano essere tolti con disinvoltura per poi essere rimessi: essi facevano tutt'uno con l'acconciatura.
Il problema di questi "grands chapeaux" era che ostacolavano la visuale agli spettatori. Il teatro infatti non era solo un luogo per vedere, ma soprattutto per essere visti e quindi un cappello importante poteva garantire l'attenzione.
Al cosiddetto "referendum" parteciparono migliaia di lettori e i risultati, riportati da vari giornali, furono i seguenti:
50319 voti per la soppressione completa dei cappelli
51767 voti per il "petit chapeau de théâtre"
1656 per lo statu quo
Considerati i risultati, alcuni direttori di teatro come Albert Carré (Opéra Comique) resero obbligatorio l'uso del "petit chapeau" all'inizio solo per le prime recite, in seguito per tutta la stagione.
Questo referendum forse non concerneva solo la moda, ma era un segno della progressiva trasformazione della sala da concerto da luogo di ritrovo sociale a luogo dedicato prevalentemente al godimento artistico. Una radicale conseguenza di questa conversione è probabilmente l'abitudine attuale di applaudire solo alla conclusione di un pezzo e di zittire chi si entusiasma tra un movimento e l'altro o alla conclusione di un'aria (argomento di cui questo blog si è più volte occupato).
LP


mercoledì 10 giugno 2009

Romualdo Marenco story

Luca Federico Garavaglia
Romualdo Marenco, la riscoperta di un pioniere

Ricerche biografiche di Gennaro Fusco
Milano, Excelsior 1881, 2008, pp. 280, € 24,50

L’opera di Luca Federico Garavaglia, pronipote di Romualdo Marenco (1841-1907), si legge tutta d’un fiato, come se la vita del compositore del Gran Ballo Excelsior (che debuttò alla Scala l’11 gennaio 1881, con la coreografia di Luigi Manzotti, e dà il nome alla casa editrice) fosse un romanzo.

Marenco, soprannominato “il Sousa d’Europa”, è stato autore non soltanto di moltissimi balletti, alcuni dei veri kolossal, considerabili precursori del musical, ma anche di opere, operette e di jingles pubblicitari. La sua avventura artistica va dall’arruolamento come secondo fagotto al Teatro Doria di Genova (1856) fino alla composizione del balletto Luce (1905); pare, sfogliando le pagine, di averlo sempre accanto.
Scritto con garbo e affetto, con competenza storica e musicale, senza mai scadere nell’agiografia, il testo è un sapiente mix di micro e macrostoria che dipana la vicenda di Marenco intrecciandola ai grandi fatti storici coevi: molto di più di una semplice biografia. Occhio attento alla critica dell’epoca, ricerche storiche e biografiche puntuali e circostanziate, meraviglioso apparato iconografico e fotografico (questo è anche un godibilissimo libro per immagini), grafica assolutamente cool.
Benedetta Saglietti


Giornale della Musica, n. 259, Maggio 2009, p. 25

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