martedì 1 febbraio 2011

Contro Allevi la rivolta dei blog di musica classica

Prima è arrivato un invito per 150 lettori de La Stampa.

Poi la rivolta. Michela Tamburrino scrive stamane, sempre su La Stampa (p. 38):

"La protesta è tutta dell’etere. Lì nasce e lì prospera. Potere dei blogghisti [sic!] che contestano pesantemente Giovanni Allevi e la Rai responsabile, a loro dire, di aver dato guazza all’aria gonfiata."

Che succede? La Rai ha invitato a dirigere l'inno nazionale Giovanni Allevi che ha raccontato, con la solita retorica, il backstage della serata che si è svolta al Teatro Gobetti di Torino il 31 gennaio 2011 in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Tamburrino fa riferimento anche della petizione del M° Gian Luigi Zampieri, che ha raccolto in un giorno circa 600 adesioni, a cui ha aderito anche Ivan Fedele.

E' una mezza vittoria, poichè Allevi non sarà certo un novello Riccardo Muti, ma almeno non ha stravolto (questo il timore di Zampieri, si vociferava infatti di una versione "alleviana", mentre nell'interpretazione, tutto sommato piuttosto tradizionale, si aveva la sensazione che l'orchestra andasse avanti benissimo da sola senza troppo badare al riccioluto direttore in jeans, che fa tanto giovane, oppure tanto "orchestra in sciopero", dipende dai punti di vista) l'inno nazionale, come ha fatto anche notare Giorgio Pestelli.

E poi, ci siamo anche noi. "Anche Massimiliano Génot, pianista e docente al Conservatorio di Torino è entrato in rete con la sua protesta attraverso il blog dei giovedì Musicali dell’Università di Torino: «Basta con la cialtroneria italiana giustificata e santificata dal successo di pubblico. C’è un’Italia musicale onesta, coscienziosa»". rivolta dei blog contro Allevi

Aggiornamento: lettere al Direttore La Stampa, 2 febbraio 2011

Qui la sintesi

La puntata precedente: quando Allevi era stato invitato al Senato, due riflessioni [1] e [2]

Infine: un distillato (anche) dell'Allevi-pensiero di Alessandro Trocino

lunedì 31 gennaio 2011

Allevi dirige l'Inno italiano e l'Orchestra Rai?!

Accogliamo e volentieri pubblichiamo:

L'Italia ha formato e sta formando, attraverso i suoi Conservatori e scuole di musica, teatri e quant'altro, centinaia di musicisti ben più degni di tal Giovanni Allevi di rappresentare l'Italia musicale attraverso l'inno di Mameli, e soprattutto ben più onesti, perchè non spacciano per materiale proprio ricopiature di brani altrui, scopiazzate non denunciabili per plagio solo per via dei diritti scaduti.
Basta alla cialtroneria italiana giustificata e santificata dal successo di pubblico. C'è un'Italia musicale onesta, coscienziosa, che non ricerca il successo ad ogni costo e con ogni mezzo che chiede di essere rispettata. No alla presenza di Allevi! 
Non escludiamo l'organizzazione di contromanifestazioni musicali da parte dei  musicisti onesti e non baciati dai successi ruffiani.
       Massimiliano Génot


Lunedì 31 gennaio alle 20 l'Inno di Mameli-Novaro torna al Teatro Gobetti* (dove una targa ricorda che venne eseguito per la prima volta in assoluto in questo teatro nel 1847): l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai  sarà diretta da Giovanni Allevi nella serata "Fratelli d'Italia" presentata da Milly Carlucci, in diretta su Rai Radio1, visibile anche sul sito www.radiouno.rai.it

*La nostra proposta: andiamo a tirargli le uova

Oppure puoi firmare la petizione di Gian Luigi Zampieri, direttore d'Orchestra e docente al Conservatorio di Musica "L. Refice" di Frosinone.

venerdì 14 gennaio 2011

Accordi e disaccordi

Chi si trova alle prime armi nell'analisi musicale, chi fatica a decifrare le sigle anglosassoni oppure chi sta armonizzando un brano può trovare un buon compagno di studio nel sito Usefull Musician Tools. Queste pagine offrono una varietà di strumenti (frequentemente arricchiti) tesi a rendere più amichevole il rapporto tra l'armonia e gli aspiranti musicisti: attraverso una serie di semplici operazioni è possibile rintracciare il nome di un accordo, scoprire la scala utilizzata in un determinato pezzo oppure trovare un elenco di suggerimenti per concatenare gli accordi. 
Il sito è in inglese, perciò utilizza tutta una serie di abbreviazioni che a prima vista possono risultare incomprensibili, come ad esempio: Gaug, Absus4, D7b5, ecc. I dubbi si sciolgono con un click: una nuova scheda mostra le note dell'accordo a cui la sigla fa riferimento, l'indice di frequenza con cui compare, le forme più usuali che può assumere, le diteggiatura sulla chitarra, ecc. 
Usefull Musician Tools non potrà, naturalmente, svelare la magia che rende delizioso un brano (forse perché la musica sembra avere una componente alchemica che le scienze esatte rifiutano) ma è certamente un aiuto pratico e maneggevole con cui orientarsi sulla pagina pentagrammata.
lp

martedì 28 dicembre 2010

Se Beethoven somiglia alla sua musica


Dall'Introduzione di Giorgio Pestelli a Beethoven, ritratti e immagini.  Uno studio sull'iconografia, collana De Sono Tesi, Torino, EDT 2010, pp. 256. In libreria a gennaio 2011.

È comune constatare la distanza che separa la fama immensa di Beethoven, la diffusione universale della sua musica, dalla penuria di conoscenze reali sulla vita e il carattere personale dell'uomo; intorno al quale, oltre alla barriera fisica della sordità (che lo isola completamente dal mondo solo nell'ultimo decennio), i posteri hanno a disposizione una serie di avvenimenti non molto appariscenti, dati isolati fra zone vuote, rapporti con il prossimo tutto sommato normali; certo, con le debite eccezioni di trasporti amorosi (poco documentati), vere amicizie e di qualche impennata in questioni famigliari; ma tutto scompare di fronte alla presenza dell'opera musicale, alla forza di rappresentazione che ne emana; tanto che, come notato da alcuni studiosi, molti tratti considerati peculiari dell'uomo in realtà sono stati desunti dai caratteri della sua musica; le testimonianze epistolari e diaristiche stanno un gradino sotto la verità e la plenitudine che ricaviamo dall'opera; se vogliamo toccare con mano Beethoven lo cerchiamo lì, dove la verità poetica ha emarginato la comune verità biografica.
A un primo sguardo, l'iconografia beethoveniana sembra aver seguito in linea generale una simile soggiacenza al fascino dell'opera musicale; le immagini che la tradizione ci ha consegnato sembrano in alcuni casi il prodotto di una sorta di "critica fisiognomica". Ora, l'originalità della ricerca di Benedetta Saglietti è quella di non essersi lasciata influenzare dall'impostazione più facile delle corrispondenze per seguire la via della filologia più rigorosa, ricostruendo il percorso seguito da disegni, stampe, dipinti, sculture in un tessuto di occasioni e rapporti sociali che finiscono con l'arricchire la stessa conoscenza biografica e umana del compositore. portrait images iconografia beethoveniana

Classica in tv: esterofilia. Qualcosa non va

Abbuffata di classica in tv nel periodo natalizio: al principio c'era Fazio e compagni (Abbado), poi il film A Slum Symphony, poi il Gran Concerto in versione natalizia, ancora il consueto concerto da Assisi (ma perché Michael Bolton?) e infine il M° Pappano che racconta "tre secoli di Opera Italiana" (così recita lo slogan del programma intitolato Va' pensiero, l'ultima puntata in onda questa sera 29 dicembre alle 23.15 su Rai3).

Al di là della qualità delle proposte (che comunque, bene o male,  sono tutte offerte dalla Rai) va osservato che chi non dispone di un decoder non può vedere programmi come il Gran Concerto (criptato per il satellite). Tuttavia, ai fortunati stranieri è consentito almeno di vedere il programma di Pappano, lieve e ben fatto. 

Questa mattina sul Corriere Aldo Grasso ha tuonato contro il Gran Concerto: mestizia a parte, si può obiettare che un tentativo di avvicinare la musica classica o "forte" ai più piccoli andrebbe salvaguardato (magari migliorando o ripensando il modo di porgerla).
Non solo: la proposta inerente Sky (Classica in chiaro) funziona solo per chi Sky ce l'ha... ovviamente!
Però come non dare torto a Grasso almeno su un punto? Due programmi di classica in tre giorni e due su due sono format stranieri!

Me l'ha detto l'uccellino...
 
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