giovedì 30 aprile 2009

Inaugurazione Archivio Scelsi

mercoledì 6 maggio 2009, alle ore 10.30

in via di San Teodoro 8 a Roma


la Fondazione Isabella Scelsi inaugura il proprio Archivio Storico, una preziosa raccolta di oltre 16.000 documenti - in gran parte inediti - destinati ad aprire nuove e stimolanti prospettive di ricerca sull’opera di Giacinto Scelsi (1905-1988), compositore fra i protagonisti del Novecento musicale.

Il lavoro di riordino, inventariazione e catalogazione è stato realizzato in collaborazione con il MIBAC, la Discoteca di Stato e l’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio.

mercoledì 29 aprile 2009

Cos'è il "repertorio"?

Interrogarsi sulle parole che siamo soliti impiegare non è solo una questione di proprietà linguistica; serve anche a mettere in discussione concetti e idee di cui potrebbero non essere chiare le concrete implicazioni. In un contesto informale, il Professor Lorenzo Bianconi ha puntualizzato l'uso del termine "repertorio". Vi proponiamo un estratto della sua e-mail.
repertorio musicale

"La parola 'repertorio' porta con sé, indelebile, il marchio della propria radice etimologica, 'reperire'. Questa etimologia implica l'azione del 'cercare per trovare'. Posso dunque dire 'il repertorio di Maurizio Pollini' (= i brani che in quanto esecutore egli 'possiede'), 'il repertorio di barzellette di Umberto Eco' (dal quale egli di volta in volta reperisce quella che fa al caso), 'il repertorio dello Squarcialupi' (= i brani che si possono cercare e trovare in quel codice); e beninteso posso usare 'repertorio' nella sua accezione originaria di 'registro', 'inventario' (vale per esempio per il RISM).

Ma i generi musicali, e in generale i fenomeni della storia della musica, NON costituiscono dei repertori, nel senso che NON sono stati concepiti e non si sono sedimentati perché un giorno un musicologo o un direttore artistico o un docente li 'reperisse'. La parola 'repertorio', usata impropriamente per designare degli insiemi di opere, pone in primo piano l'azione dell'osservatore, ne accentua il ruolo decisionale; nel contempo e di riflesso svaluta gravemente la realtà storica: la quale risponde alla propria logica, e alla logica dei propri attori, NON alla logica di chi ne è l''utente'.


Il malcostume involontario e inconsapevole di quest'uso linguistico è particolarmente vistoso e dannoso in campo pedagogico-didattico: lì è invalso l'uso aberrante di dire 'repertorio colto', 'repertorio etnico', 'repertorio pop', 'repertorio gregoriano', ecc. ecc. Come se la musica (LE musiche) si definisse(ro) dal punto di vista degli utenti! 

Esorto tutti voi a deporre quest'uso sciatto e piatto del termine 'repertorio', e a farlo sapere in giro: dall'impiego appropriato delle parole dipende l'igiene del nostro pensiero di studiosi, di storici, di docenti, e dunque dell'ambiente intellettuale in cui si situano i nostri discorsi."

Per approfondire l'argomento potere consultare altri interventi del Prof. Bianconi:
La musica al plurale (una versione riveduta è in Musica, ricerca e didattica. Profili culturali e competenza musicale, a cura di A. Nuzzaci e G. Pagannone, Lecce, PensaMultimedia, 2008) e La didattica della Storia della musica.

L. P.

Teatro Regio di Torino, dipendenti e pubblico chiedono aiuto

I dipendenti del Teatro Regio di Torino e molti dei melomani torinesi temono per il futuro dell'ente lirico e chiedono aiuto al Comune di Torino perché si prenda a cuore il problema dei tagli al teatro conseguenti al taglio del Fus, Lo hanno fatto ieri mattina in Comune, in un affollato incontro di Diritto di Tribuna.
"I torinesi non possono essere costretti ad andare a Milano o a Roma per assistere a una grande prima o per vedere un direttore famoso e non credono che questa città possa finire per avere un teatro lirico di serie B. E non vogliono nemmeno altre 380 famiglie in difficoltà", si legge in una lettera-petizione controfirmata da 2.600 persone tra i 318 dipendenti a tempo indeterminato, 60 a tempo indeterminato e spettatori (le firme sono state raccolte in dicembre in 12 serate di spettacolo).
"Sebbene - spiega la petizione - il Regio sia sano, tra i pochi Enti lirici ad aver chiuso in attivo il bilancio negli ultimi anni, i tagli lo tartassano". I firmatari spiegano che a muoverli non sono stati il contratto o le retribuzioni percepite (e non esistono ammortizzatori sociali per questa categoria di lavoratori), ma il timore che un'azienda culturale di così alto profilo possa venire compromessa in modo letale.

Giornale dello Spettacolo, p. 12, 29 aprile 2009

Premio tesi di laurea sull'unità d'Italia

In previsione delle celebrazioni dei 150 anni della formazione dello Stato italiano unitario, che avverrà nel 2011, l'Associazione PREMIO TESI DI LAUREA SU TORINO indice un premio per una tesi di laurea sul tempo storico e culturale che precede e segue l'Unità.
Sono valide le lauree discusse dalla sessione estiva dell'Anno Accademico 2007-2008 fino alla fine di marzo 2011. La presentazione è prevista alla Fiera del libro del 2011.

Perché non affrontare la questione da un punto di vista musicale? Ecco il bando.

lunedì 27 aprile 2009

Orchestra Sinfonica Esagramma: un documentario

«Allegro Moderato» è un documentario sull' energia che la musica scatena.
La storia è quella dell'Orchestra Sinfonica Esagramma, un'ensemble speciale che si distingue perché molti dei suoi musicisti sono ragazzi e adulti con problemi motori, di autismo, deficit dell' apprendimento o di relazione. Ma allo stesso tempo sono pianisti, violoncellisti, arpisti. Tutto comincia da un complesso. Quello della regista romana Patrizia Santangeli. «Sono figlia di un' ex arpista del Carlo Felice di Genova, ma non riesco nemmeno a suonare il triangolo... Da quando, nel 2006, ho saputo di questa orchestra senza barriere, unica in Europa, che suona al Parlamento europeo e davanti al Papa... è diventato un chiodo fisso». E decide di produrre un documentario con la sua agenzia di comunicazione Kpr&Key. Con la coautrice e aiuto-regista, Raffaella Milazzo, viene in trasferta a Milano per raccontare da vicino i musicisti che provano, sbagliano, si emozionano, si impegnano, si esibiscono. Li seguono ovunque, in trasferta o durante la prova d' orchestra con Stefano Bollani che improvvisa con loro, e poi nei teatri che si aprono alla musica senza etichette. Il risultato è il documentario «Allegro Moderato» [...]. Protagonisti una quarantina di musicisti dai 16 anni.
Difficile distinguere gli allievi dagli insegnanti e dagli altri professionisti che affiancano l' orchestra. La musica è la chiave che apre ogni gabbia e trasforma in eccezionale ciò che il destino ha voluto debole. «La disabilità rimane in un angolo», nota Raffaella Milazzo, laurea in psicologia. «Tra i loro cavalli di battaglia c' è un magico Grieg - continua la regista -. I giovani prediligono violino, violoncello, le percussioni e l' arpa. E per conquistare un gesto giusto un ragazzo può metterci anche anni». Fondata dal 1998, Esagramma rivoluziona il concetto di musicoterapia. E, dopo almeno tre anni di «lavoro», i ragazzi sono apprezzati come veri musicisti. Il viaggio di «Allegro Moderato» comincia con un concerto al Teatro Blu, racconta i gesti, le lezioni, le prove, i viaggi in pullman, la giornata con Stefano Bollani. Il jazzista la ricorda così: «Ero emozionato come un bambino, per paura di essere inadeguato. Hanno fatto tutto loro, a suon di sorrisi e abbracci». [...]

Veneziani Maria Teresa

Liberamente tratto dalla p. 15, 31 marzo 2009, Corriere della Sera
L'Orchestra Sinfonica Esagramma il 27 aprile è stata insignita del prestigioso Premio Abbiati:
PREMIO “FILIPPO SIEBANECK”. All’Orchestra Sinfonica Esagramma di Milano, nel decennale di attività incentrata sulla MusicoTerapia Orchestrale dedicata a bambini, ragazzi e adulti con problemi psichici e mentali gravi o con disagi sociali e familiari. Durante il percorso, quasi un centinaio di ragazzi, inseriti nell’orchestra sinfonica Esagramma, suonano accanto a insegnanti del Centro e a musicisti professionisti programmi basati su specifiche rielaborazioni/trascrizioni dal grande repertorio.
 
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