mercoledì 21 gennaio 2009

Cos'hanno in comune...


Cos'hanno in comune le arpe e i nonni? E cos'hanno in comune le prime 21 sinfonie di Mozart e la Suite dell'Uccello di fuoco di Stravinskij? Forse Amazon potrà darvi la risposta.
Come strategia di vendita, il noto sito di commercio elettronico invia mail ai suoi clienti suggerendo nuovi acquisti in base a statistiche da loro stessi prodotti. Comprando la partitura delle Sinfonie 1-21 di Mozart, potreste ricevere una mail di questo tipo: "We've noticed that customers who have purchased or rated Symphonies Nos. 1-21 in Full Score by Wolfgang Amadeus Mozart have also purchased Firebird Suite, 1919 version - Study score by Igor Stravinksy. For this reason, you might like to know that Firebird Suite, 1919 version - Study score is now available. You can order yours for just.....".
Anche molti altri siti di commercio elettronico, prima di concludere un acquisto, offrono agli utenti gli abbinamenti più diversi: "Chi ha letto I tre moschettieri di Dumas, ha anche letto L'Ussaro di Perez Reverte", "Chi ha comprato un paio di occhiali da sole, ha anche acquistato una crema dopo sole", ecc. Le proposte sono fatte in base a categorie molto generali di appartenenza del prodotto e in base a statistiche.
Tornando al nostro acquisto, si tratta semplicemente di un caso oppure effettivamente chi apprezza le prime sinfonie di Mozart ascolterebbe con piacere la Suite di Stravinskij? Aspettiamo i vostri commenti e le vostre idee al solito indirizzo.
PS: i primi a inviarci i loro commenti avranno in regalo la risposta al primo quesito.

martedì 20 gennaio 2009

Opere/Opera e libretti on line

Ecco alcuni link a opere online in versione pdf, ad es. il Fidelio
    L'indirizzo web di riferimento è quello della Indiana University Bloomington Library / William and Gayle Cook Music Library per le opere: www.dlib.indiana.edu

    link alla musica da camera:
    www.dlib.indiana.edu/variations/scores/chamber

    qui invece la musica vocale

    Si può cercare anche per autore, ad es. i Lieder di Schumann:

    Infine: una raccolta di libretti d'opera Di cose un po'

    sabato 17 gennaio 2009

    La belva e l'amore negato

    In occasione del centenario della prima rappresentazione dell'opera Elektra di Richard Strauss (la tragedia in un atto di Hugo von Hofmannsthal, da Sofocle) che andò in scena il 25 gennaio 1909 alla Königliches Opernhaus di Dresda, mercoledì 21 Gennaio 2009 alle 17 Giangiorgio Satragni terrà al Teatro Regio presso il Foyer del Toro (II piano) una conferenza intitolata "La belva e l’amore negato".
    Siete tutti invitati!

    venerdì 16 gennaio 2009

    L'acqua in Schubert

    Indiscutibile punto di partenza per affrontare e penetrare la variegatissima Odissea del Lied schubertiano è l’op. 4 n. 1 Der Wanderer (Il viandante) su testo di Schmidt von Lübeck. Il percorso dell’attività compositiva del maggiore di tutti i liederisti, che si stende dal 1814 al 1828 e comprende circa 620 lavori, ha in quel canto, scritto nell’ottobre del 1816 e pubblicato nel 1821, il suo simbolo, oltre che inizio e iniziazione spirituale. Molto in proposito è stato scritto e per questo rimandiamo il lettore ai pregevoli lavori di Bortolotto, Lo Presti e Mennuti [1].

    Il tema del viandante: «Ich komme von Gebirge her; / es dampft das Tal, es braust das Meer. / Ich wandle still, bin wenig froh, / und immer fragt der Seufzer: wo?» (Io vengo dalla montagna, è nebbiosa la valle, è in burrasca il mare. Vagolo silenzioso, son poco lieto, e sempre chiede il mio sospiro: dove?) tornerà, ora come disegno musicale, ora come motivo poetico delle liriche prescelte, ora come programma o «stigma», nel corso di tutta l’opera schubertiana. Il vagare senza meta, o verso una meta che si sa irraggiungibile, la ciclicità indotta da partenza e ritorno, desiderio di fuga, esperienza di viaggio formativo accompagnata da nostalgia della casa avita, stanno a indicare il percorso dolente della vita il cui termine è la morte. Tutto ciò è simboleggiato anche nello svolgersi degli eventi naturali, in particolare è evidente nel motivo del ruscello, e troppo nota è l’attenzione che Schubert porta alla Natura, in tutte le sue manifestazioni, ivi compresa ovviamente quella umana, perché ci si debba diffondere oltre su tale tema. Basti notare che la Natura è contrassegno costante nell’opera del Maestro.

    Ma altrettanto sorprendente è il fatto che, dei quattro elementi empedoclei, quello che ricorre con incredibile (e commovente) frequenza è l’acqua. L’acqua nei suoi tre stati di aggregazione, nel suo modo d’apparire ai nostri sensi, nei suoi multiformi aspetti e nei suoi variegati riferimenti all’animo umano. Anzitutto il ruscello, ma anche la fonte, le sorgenti, il fiume, la cascata, l’abisso spumeggiante, il lago, il mare, il gorgo, eppoi la pioggia, la brina, la neve, la tormenta, il ghiaccio, le nubi, le lacrime. Cercare il motivo di tale predilezione sarebbe impervio, fatica certo non inutile, che rimanda però alla felice similitudine agostiniana del fanciullo che ambisce vuotare il mare con un cucchiaio. Inoltre esporrebbe all’obiezione che i testi di un centinaio e oltre di Lieder in cui ricorre il tema dell’acqua sono opera di poeti austro-tedeschi, precedenti o contemporanei, comunque estranei al compositore.

    L'intervento continua su users.unimi.it (sito da cui è stato liberamente tratto)


    [1] Mario Bortolotto, Introduzione al Lied romantico, Adelphi, Milano 1984;
    Carlo Lo Presti, Franz Schubert, Il viandante e gli inferi. Trasformazioni del mito nel Lied schubertiano , Casa Editrice Le Lettere, Torino 1995;
    Luisa Mennuti, L’orma del viandante. Franz Schubert: la scrittura del tempo, Edizioni dell’Orso, Alessandria 1998

    mercoledì 14 gennaio 2009

    Illuminismo musicale

    L'illuminismo francese e la musica
    Testi a cura di Enrico Fubini I
    Ricordi-Lim, Milano-Lucca 2007, 289 pp., € 20,00
    illumismo nella musica
    L’ultima opera nata in casa LIM, nella collana delle “Sfere”, è un’antologia di testi raccolti da Enrico Fubini. Nella Francia del XVIII secolo germogliano idee nuove su cui si baserà il pensiero musicale dei periodi successivi, e il dibattito si apre a tutti, non soltanto agli addetti ai lavori, purché si tratti di connaisseurs. Fubini raduna i più diversi tipi di intellettuali chiamati a dire la loro su questo o quell’altro aspetto della cultura musicale; sulle prime − scrive nell’introduzione − si rimane tuttavia disorientati dall’uniformità dei temi affrontati. Man mano che si procede nella lettura ci si accorge però che la querelle sugli antichi e sui moderni o la disputa francesi vs italiani sono una lente attraverso cui s’intravedono problematiche linguistiche, estetico-filosofiche, antropologiche e persino politiche. Gli scritti dei minori, accanto ai “grandi” dell’illuminismo, servono perciò a cogliere il clima culturale del tempo. Il consiglio: la prosa argutissima di Friedrich Melchior Grimm, viaggiatore ante litteram, meno noto di Charles Burney, incanta nel racconto del petit prophète; la delizia: l’oscuro Boyé si domanda in L’expression musicale mise au rang des chimères, 75 anni prima di Eduard Hanslick, se la musica possa esprimere le passioni dell’uomo; la curiosità: Diderot, rispondendo agli attacchi di Rameau, tira anche in ballo il clavicembalo oculare di Louis-Bertrand Castel, discussione che avrebbe fatto la felicità di Skrjabin.

    Benedetta Saglietti

    Giornale della Musica, n. 252, Ottobre 2008, p. 34MUSICA E MUSICISTI DELL'ILLUMINISMO
     
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